lunedì 18 giugno 2012

Grazie mille!

Forse la proposta migliore è quella di un ringraziamento pubblico e collettivo a questa classe politica, per averci fatto star bene soprattutto dal punto di vista economico.
Ora, è però arrivato il momento di cambiare.

San Marino, 18 giugno 2012/1711 d.F.R.

E’ orami evidente a tutti i cittadini sammarinesi che la politica fa di tutto pur di non rinnovarsi. Continua imperterrita nel teatrino che tanta prosperità fino ad oggi le ha portato.
Magari a spese della democrazia in primis e della cittadinanza poi.
Poiché il rinnovamento del Paese, anche e soprattutto nei valori e nelle coscienze, deve necessariamente ripartire dalla politica.
Se questa è la prima a non volersi rinnovare, come si potranno gettare le basi per un futuro diverso?
Arrivare a una richiesta di referendum, quello della limitazione a quindici anni del consiglierato, tanto per intenderci, la dice lunga sulle reali volontà dei partiti e dei sessanta consiglieri che ora siedono in Consiglio Grande e Generale.
E’ un po’ come la storiella che domanda: quante gambe ha una mucca? Quattro è normalmente la risposta. E se ne alza una? Tre è normalmente la risposta. La mucca ne ha sempre quattro indipendentemente dal fatto che ne alzi o no una.
Ecco con la politica ci ritroviamo nella stessa situazione.
Ogni tanto alzano una gamba ma le logiche sottostanti alle azioni, anche politiche, sono sempre le stesse.
Immutabili nel tempo.
Forse l’accostamento all’alzata di gamba può sembrare ingiusto, forse non è solo la politica ad alzare la gamba ma l’intero Paese.
Purtroppo per noi è però dalla politica che dobbiamo ripartire, perché in democrazia questa è imprescindibile.
Che per cambiare sia veramente necessario riconvocare l’Arengo?
Eppure sarebbe tutto così semplice per rinnovare la politica.
Sarebbe più che sufficiente un codice di autoregolamentazione in chiave etica adottato all’interno dello stesso partito così come fanno, senza scandalo di nessuno, nei grandi paesi dell’Europa, nella quale molti di noi bramano entrare con grande impazienza.
Sarebbe più che sufficiente che uno sparuto ma ben determinato gruppo di Consiglieri, proponesse un’iniziativa legislativa in tal senso, magari facendo proprio il quesito referendario.
Potrebbero avvenire delle piacevoli sorprese in sede di votazione, così come già successo nel limitare temporalmente l’attività dei Segretari di Stato a dieci anni.
Forse la proposta migliore è quella di un ringraziamento pubblico e collettivo a questa classe politica, per averci fatto star bene soprattutto dal punto di vista economico.
Ora, è però arrivato il momento di cambiare.
Se non l’hanno ancora, capito forse qualcuno glielo deve spiegare.

Alberto Rino Chezzi

http://www.smdazibao.blogspot.com/

Nel riquadro: "Psychologist" - 1999 - Ciaccaezetazetai - olio su tela - cm 150 x 100 - courtesy EC foundation

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