lunedì 14 novembre 2011

Prove di fine legislatura

Forse in tutto questo “baillamme” sarebbe salutare la nascita di un terzo polo, con idee chiare su cosa fare per il Paese e abbastanza forte da poter scompaginare gli assetti politici che orami, ingessano la vita democratica e politica interna da troppi anni.


San Marino 14 novembre 2011/1711d.F.R.


Vi è nell’ultimo periodo un gran fermento nella vita politica del Paese.

Forse galvanizzati oppure indotti anche dal mutato scenario politico in Italia.

La Democrazia Cristiana, che ha in questo momento la centralità della vita politica, è aperta naturalmente al dialogo con tutte le forze politiche.

I socialisti hanno finalmente deciso di aggregarsi per il momento solo tra di loro.

In Consiglio Grande e Generale si stanno sperimentando, di fatto, le nuove alleanze che permetteranno, numeri alla mano, di rimanere saldi al potere e di poter prendere i provvedimenti che il momento richiederà.

La maggioranza ha acquisito un nuovo pregiato pezzo dopo aver perso gli ex DDC ora Unione per la Repubblica.

Purtroppo non è sufficiente.

C’è chi chiede un Governo di Unità Nazionale, così come c’è chi chiede di andare direttamente alle elezioni.

Oppure in alternativa a tutto questo, c’è chi preferisce continuare, come ora, con il supporto esterno di forze politiche al momento all’opposizione, da alternarsi rigorosamente tra loro.

Dividi et impera.

Il problema vero è che, i numeri della maggioranza in Consiglio Grande e Generale sono troppo risicati.

Con un premio di maggioranza che ha favorito chi forse, in questo momento, conti alla mano, la maggioranza effettiva dell’elettorato non l’ha più.

Tutti i partiti stanno lavorando per ritornare al potere, con una grande corsa al centro, pensando che forse all’opposizione rimarrà solo Sinistra Unita.

Che però a ben guardare, alla fine, è molto più moderata di tanti altri moderati.

La nostra classe politica ce la sta mettendo tutta per auto delegittimarsi, cercando di individuare forme politiche che oramai non interessano più nessuno se non gli addetti ai lavori.

I giovani consiglieri hanno una difficoltà incredibile a emergere e agire anche in maniera autonoma, ingabbiati e imprigionati nei meccanismi interni dei partiti e guardati a vista dai “vecchi” volponi che navigano da anni nel mare della politica.

Purtroppo non ci si confronta sui problemi veri del Paese, ritardando scelte fondamentali per il futuro.

Forse in tutto questo “baillamme” sarebbe salutare la nascita di un terzo polo, con idee chiare su cosa fare per il Paese e abbastanza forte da poter scompaginare gli assetti politici che orami, ingessano la vita democratica e politica interna da troppi anni.


Alberto Rino Chezzi


www.smdazibao.blogspot.com


Nel riquadro: “MIX SALAD” – 2000 – Ciaccaezetazetai – olio su tela – cm 100 x 150 – courtesy of Ec Foundation

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