
Vanno individuati nuovi modelli sociali e recuperato quello che è il grande potenziale, in termini di apporto di idee e di risorse umane, da parte della società civile.
San Marino 30 agosto 2010/1709 d.F.R.
Il mondo si trova di fronte a mutamenti strutturali indotti principalmente dalla globalizzazione.
E’ palese la grande difficoltà con cui il mondo occidentale cerca di uscire dalla crisi finanziaria che tanti danni ha fino ad oggi prodotto.
San Marino, si è trovata impreparata a questo evento epocale con la necessità di dover fronteggiare una serie di richieste di modifica del proprio sistema economico finanziario sia a livello internazionale che dalla vicina Italia.
Le liste OCSE e le black list italiane ne sono la tangibile testimonianza.
E’ evidente a tutti che la politica, da sola, non è in grado di gestire la situazione traghettando il Paese in lidi più sicuri.
Anche dal privato non ci si possono attendere risposte volte a superare questo momento di grande difficoltà per il paese.
Il potere economico e finanziario si è concentrato negli ultimi decenni nelle mani di pochissime famiglie che perseguono senza tentennamenti il loro profitto.
La PA è oramai prevalentemente una corsa alle indennità ed agli aumenti di livello senza una corrispondente contropartita in termini di efficienza, qualità e responsabilità.
Il nostro è il sistema delle incompatibilità e dei conflitti di interesse sia nel settore pubblico che in quello privato.
Vanno individuati nuovi modelli sociali e recuperato quello che è il grande potenziale, in termini di apporto di idee e di risorse umane, da parte della società civile.
Gli esperti economici ci dicono che solo valorizzando ed incrementando il terzo settore riusciremo a superare questa crisi, evitando conflitti sociali e mantenendo in equilibrio quel minimo di welfare che ci rimarrà.
Dovremo rincominciare ad occuparci degli altri, superando l’apatia e l’indifferenza che questo stile di vita ci ha oramai indotto.
Risvegliamo la società civile sammarinese dal proprio torpore.
Nel riquadro: “ASTE” – 2002 – Ciaccaezetazetai – olio su tela – cm 100 x 150 – courtesy of EC Foundation