lunedì 7 dicembre 2009

Scudi, riserve e liquidità

.... l’adozione dei due decreti può essere letto come il preludio, per un sistema messo alle corde, di un riassetto interno a tempi brevissimi.


San Marino 7 dicembre 1709 d.F.R.




Da mesi si fanno stime sulla forbice nella quale ricomprendere l’ammontare dei capitali che, con l’introduzione dello scudo fiscale, potranno fuoriuscire da San Marino: dai due ai quattro miliardi di euro. Evidentemente l’urgenza e le necessità erano importanti ed impellenti. Non si spiega diversamente l’adozione dei due decreti legge emessi una a distanza dell’altro in meno di dieci giorni. Con il primo si dà la possibilità a Banca Centrale di accedere, con la garanzia dello Stato, al mercato internazionale dei capitali. Con il secondo invece, si decreta a carico delle singole banche sammarinesi la costituzione, a titolo di riserva obbligatoria, di un deposito vincolato in denaro pari all’otto percento della raccolta diretta. Per entrambi i decreti, il fine è quello di immettere temporaneamente liquidità nel sistema in caso di necessità. I due provvedimenti sono stati adottati per far fronte “all’attuale congiuntura influenzata da provvedimenti di amnistia fiscale assunta da altri Paesi”. La nuova normativa non è però stata facilmente digerita dal sistema bancario sammarinese che, oltre a lamentarne l’intempestività, ne denuncia anche l’alto costo (l’otto percento) ed il fatto che non vi sia stato un minimo di condivisione con gli operatori del settore. Anche politicamente sembrano registrarsi alcune tensioni all’interno del Governo stesso. Dall’Italia intanto continuano ad arrivare segnali poco incoraggianti. Guardia di Finanza ai confini, l’accordo firmato a metà e non ancora operativo, la cessione del Gruppo Delta in “proroga” e per finire “l’affondo” sulla San Marino Investimenti sa, la storica finanziaria sammarinese. Sicuramente il momento è particolarmente delicato, così come dichiarato anche da Tito Masi. Forse però, l’adozione dei due decreti può essere letto come il preludio, per un sistema messo alle corde, di un riassetto interno a tempi brevissimi.


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