San Marino 30 aprile 2012/1712 d.F.R.
lunedì 30 aprile 2012
J'accuse
San Marino 30 aprile 2012/1712 d.F.R.
lunedì 23 aprile 2012
Niente di nuovo sul fronte occidentale
lunedì 16 aprile 2012
Il cambiamento e la questione morale

Questa ritrosia alla trasparenza totale, all’interesse per il bene comune, al cambiamento anche nella leadership, pone una questione morale.
San Marino16 aprile 2012/1712 d.F.R.
La politica dorme comunque sonni tranquilli se, come sembra, è ancora alla ricerca di nuovi equilibri e formule forse possibili ma comunque vecchie ancore prima di nascere.
Non vuole riappropriarsi del ruolo guida dei destini di un Paese in questo momento allo sbando, confuso e con prospettive a dir poco per nulla rosee.
Non riesce a rinnovarsi nelle azioni, nei pensieri e nelle persone.
Non riesce soprattutto a prendere le distanze da un modo di intendere la politica intrecciato a personalismi, o meglio ancora a interessi personali.
A tutta una serie d’intrecci e relazioni pericolose con le lobby finanziarie e di potere.
Bloccando e fermando energie che andrebbero invece valorizzate nel rifondare il nostro sistema, oramai ridotto ai minimi termini da organismi internazionali e dalla vicina e Italia.
Forse gli unici questi che potevano indurre un cambiamento profondo in una Repubblica, quale la nostra, profondamente conservatrice.
Questa ritrosia alla trasparenza totale, all’interesse per il bene comune, al cambiamento anche nella leadership, pone una questione morale.
Questione morale soprattutto per chi ha gestito la “cosa pubblica” e che si trova in difficoltà a dover giustificare l’accumulo di ricchezze conseguite sfruttando appieno la propria capacità non solo imprenditoriale.
Questione morale per i forti legami tra politica e lobby economiche e di potere, con i relativi e inevitabili conflitti d’interessi.
Questione morale per non aver premiato il merito e le capacità nelle assunzioni nel pubblico impiego.
Questione morale che non tocca però solo la politica ma tutto il Paese nel suo insieme.
Il cambiamento del Paese non può prescindere dalla presa di coscienza che vi è una questione morale da risolvere e superare.
E’ profondamente ingiusto che i giovani, ma anche meno giovani, siano costretti a emigrare per trovare un lavoro, che sempre più famiglie chiedano di accedere a sostegni sociali.
Che non vi siano effettive pari opportunità nell’accesso al mondo del lavoro, soprattutto nel pubblico impiego.
Che siano defiscalizzati gli istituti bancari e che siano fiscalizzate tutte le altre categorie di reddito, soprattutto le imprese, quelle piccole, unica vera risorsa del Paese e strumento di democrazia economica.
Questo pone un’ulteriore questione morale.
No ai bacchettoni e giustizialisti compresi quelli dell’ultima ora, si a una presa di coscienza che prenda le distanze da un mondo vecchio e inadeguato, per dar modo al nuovo di emergere soprattutto nelle idee e nella gestione del bene comune.
Alberto
Nel riquadro: “PARPAIA” – 2004 – Ciaccaezetazetai – olio su denim – cm 100 x 100 – courtesy of Ec Foundation
lunedì 2 aprile 2012
Non avere timore

La politica sembra non volere assolutamente riprendere il primato che le è sempre spettato, superando le logiche puramente economiche, finanziarie e soprattutto di potere.
Non vuole prendere le distanze da chi è stato artefice e protagonista di qu
San Marino 2 aprile 2012/1712 d.F.R.
Non aver timore del cambiamento.
La politica insieme all’espressione della sua classe dirigente è veramente in un mare di guai.
Non riesce a rinnovarsi e a esprimere le scelte necessarie per rifondare dal profondo le regole del convivere di questa piccola comunità.
Molto probabilmente non è più in grado di salvare neanche se stessa .
Appiattita esclusivamente su logiche di mantenimento, gestione e spartizione del potere.
Con il solito balletto pre elettorale d’incontri, alla ricerca di formule che interessano solo loro stessi.
Niente di nuovo sotto il sole.
La politica sembra non volere assolutamente riprendere il primato che le è sempre spettato, superando le logiche puramente economiche, finanziarie e soprattutto di potere.
Non vuole prendere le distanze da chi è stato artefice e protagonista di quanto, è sotto gli occhi di tutti.
Il problema vero è quello istituzionale.
E’ necessario riportare la vita politica all’interno del Consiglio Grande e Generale.
E’ questo il nostro Arengo.
Non ne servono di nuovi.
E’ sufficiente per garantirne il suo rinnovamento e il democratico funzionamento limitare temporalmente anche il Consiglierato.
Una pausa di una legislatura.
E’ incomprensibile il fatto che le decisioni vere siano prese in ambito extraparlamentare.
In barba ai programmi elettorali e privando il Consiglio Grande e Generale di una parte importante di quello che deve essere un confronto pubblico, non solo tra maggioranza e opposizione ma anche all’interno della stessa maggioranza.
Non può essere che, lo stesso istituto della Reggenza, che rappresenta tutti indistintamente, sia espressione della sola maggioranza.
Il Congresso di Stato manca di un coordinamento vero, ove ogni Segreteria sembra avere i propri autonomi obiettivi.
Il più delle volte con pesanti sovrapposizioni di competenze fra Segreteria e Segreteria
E a scendere ci ritroviamo pieni di sovrastrutture con una Pubblica Amministrazione che, è oramai evidente a tutti , deve essere perlomeno resa più efficiente e sicuramente snellita.
Problema anche questo istituzionale.
Chiaramente non è colpa dei pubblici dipendenti, che vivono questa fase critica del Paese con grande apprensione per il proprio futuro.
Tanti sono i fedeli servitori dello Stato che in silenzio non solo fanno il proprio dovere, ma si assumono carichi e responsabilità che non sono neanche i propri.
Dando al meglio il loro contributo
Si possono però individuare strumenti condivisi che vadano in questa direzione, senza smantellare lo Stato Sociale, vera e grande conquista del mondo civilizzato.
Per fa questo però la politica deve tornare a far politica e non altro.
Senza timore del cambiamento.
Alberto
Nel riquadro: “THE SOLITUDE” – 1999 – Ciaccaezetazetai – olio su tela – cm 150 x 100 – courtesy EC Foundation