lunedì 28 gennaio 2013
Impresa contro la disoccupazione
L’equazione classica da applicare è impresa uguale lavoro.
Per collocare i 2.300 iscritti alle liste di collocamento sarebbe
sufficiente che cento nuove aziende assumessero ventitré dipendenti cadauna.
Oppure che trecento nuove aziende assumessero otto dipendenti cadauna.
San Marino 28 gennaio 2013/1712 d.F.R.
I dati sulla disoccupazione
pubblicati nei giorni scorsi stanno a testimoniare il momento di difficoltà e
incertezza che sta attraversando il Paese.
Incertezza che colpisce in
particolar modo i giovani, le donne e gli esodati.
Incertezze dovute principalmente
ad una totale assenza di chiare politiche di sviluppo e di sostegno alle
imprese ed in particolar modo alle piccole e medie imprese che ben si adattano
al nostro sistema.
In teoria l’obiettivo della piena
occupazione non dovrebbe essere poi così impossibile da raggiungere.
I numeri in percentuale sono
preoccupanti ma se presi come valore assoluto potrebbero essere gestibili
agevolmente.
Il rimedio a questa situazione
sempre più gravosa è la creazione di nuove aziende.
L’equazione classica da applicare
è impresa uguale lavoro.
Per collocare i 2.300 iscritti
alle liste di collocamento sarebbe sufficiente che cento nuove aziende
assumessero ventitré dipendenti cadauna.
Oppure che trecento nuove aziende
assumessero otto dipendenti cadauna.
Questo si potrebbe fare anche in
tempi relativamente brevi.
Eppure e come se fossimo un
automezzo che procede con il freno a mano tirato.
Numerosi sono gli impedimenti
alla creazione di nuove piccole e media imprese nel nostro territorio.
Limitazioni alla mobilità dei
lavoratori dipendenti, la burocratizzazione di tutte le pratiche
amministrative, una certa difficoltà all’accesso al credito, la mancanza di
incentivi a fare imprenditoria a San Marino.
Sono tutte barriere allo
stabilimento di nuove realtà imprenditoriali nel paese.
Anche rispetto
all’imprenditoria tipicamente
sammarinese che nel suo piccolo riesce ad esprimere eccellenze.
Aiuterebbe tantissimo la
definitiva realizzazione del parco tecnologico scientifico e la concessione in
automatico, al soddisfacimento di determinati requisiti, di residenze a chi
contribuisce allo sviluppo della Repubblica.
In tal senso la Svizzera insegna.
Un deciso sviluppo delle
iniziative culturali e artistiche di livello potrebbe poi avere importanti ricadute
sul nostro comparto turistico.
A proposito, che fine ha fatto la
Repubblica di San Marino rispetto alla 55^ Biennale Internazionale d’Arte che
si terrà a Venezia dal 1° giugno 2013 al
24 novembre 2013?
Alberto Rino Chezzi.
Nel
riquadro: “LUMACA CHE CORRE” – 2008 – Ciaccaezetazetai – olio su denim – cm 100
x 100 – courtesy of Ec Foundation
lunedì 21 gennaio 2013
I primi cento giorni
Nell’ultima seduta il nuovo governo
della Repubblica di San Marino si è dato questo preciso obiettivo: “coniugare
il rigore con lo sviluppo”, mettendo sul tavolo
la lunga lista degli impegni cui occorrerà porre mano.
Impresa ardua questa e da realizzare in
tempi brevi.
San Marino 21 gennaio 2013/1712 d.F.R.
Solitamente
i primi cento giorni di governo, in qualsiasi parte del mondo, danno sempre la
misura delle intenzioni dei neo governi.
In
definitiva il buon giorno si vede sempre dal mattino.
A
quarantasette giorni dal giuramento del rinnovato Congresso di Stato, complici
le vacanze natalizie e l’approvazione della legge del bilancio preventivo 2013,
non sono ancora emersi segnali forti da parte del governo.
Nell’ultima
seduta il nuovo governo della Repubblica di San Marino si è dato questo preciso
obiettivo: “coniugare il rigore con lo sviluppo”, mettendo sul tavolo la lunga lista degli impegni cui occorrerà
porre mano.
Impresa
ardua questa e da realizzare in tempi brevi.
Le
aspettative della cittadinanza sono infatti alte.
Il
problema di fondo che si troverà ad affrontare il governo, sarà quello di
reperire le risorse necessarie per finanziare e sostenere la ripresa economica
del Paese ed attuare le riforme necessarie e indispensabili per portare nuovo
sviluppo.
E
per trovare risorse vi sono solo tre alternative.
Si
reperiscono ulteriori entrate ossia nuove imposte (es. patrimoniale sugli
immobili, introduzione dell’IVA, riforma fiscale, riconferma dell’addizionale,
ecc.).
Si
indebita ulteriormente lo Stato con la contrazione di nuovi mutui bancari per
pareggiare il bilancio.
Si
taglia pesantemente la spesa pubblica liberando così risorse altrimenti
impiegate a favore della collettività e a sostegno dello stato sociale.
Numerosi
sono i vincoli.
Il
governo il principale se lo ritroverà in Consiglio Grande e Generale, con
diverse forze politiche dell’opposizione e numerosi consiglieri della
maggioranza, nettamente contrari ad un ulteriore indebitamento dello Stato per
far fronte in particolar modo alle esigenze di “cassa” che nulla hanno a che
fare con gli investimenti.
Il
secondo vincolo forte sarà quello delle forze sociali, organizzazioni sindacali
in testa, che paventando lo spettro dello scontro sociale, imporranno
l’incremento della tassazione verso l’impresa e i professionisti, impedendo nel
contempo di incidere seriamente nella pubblica amministrazione.
Altro
vincolo, meno apparente ma non per questo meno importante, sarà quello dei
poteri forti, del sistema bancario, della potente lobby della pubblica
amministrazione e delle pochissime persone in cui è oramai concentrata la
ricchezza del Paese che dovranno difendere ad oltranza i propri interessi.
Sarà
perciò interessante capire come si vorrà e potrà sostenere e incentivare la
piccola e media impresa, vera ricchezza di ogni paese, in grado di garantire
occupazione ed elemento di democrazia economica.
Un cerchio questo che non
sarà facile far quadrare.
Alberto Rino Chezzi
Nel
riquadro: “COME SOTTO COSI’ SOPRA” – 2004 – Ciaccaezetazetai – olio su
tela e denim – cm 100 x 100 – courtesy of Ec Foundation
lunedì 14 gennaio 2013
La fiduciosa attesa
Sarà l’occasione
per il neo Segretario alle Finanze Claudio Felici, nuovo uomo forte del
Congresso di Stato, di portare un vento profondamente riformatore in un Paese
notoriamente conservatore e poco incline ai cambiamenti.
Salvaguardando
le fasce deboli della nostra piccola comunità e non favorendo e agevolando i
soliti noti e ignoti.
San Marino 14 gennaio 2013/2012 d.F.R.
L’inizio
di legislatura sembra molto rilassato.
Il
programma di governo è stato approvato.
Il
Governo è insediato.
Nella
finanziaria approvata alla fine dell’anno, provvedimenti tampone per arginare
la preoccupante crisi di liquidità dell’erario pubblico e un’elencazione di
propositi su quello che si vorrebbe fare nel primo anno di governo.
Riforma
mercato del lavoro, spending review, riforma del catasto, introduzione
dell’IVA, ecc.
Rassegniamoci.
Per
i primi cento giorni del nuovo Governo solo imposte.
Unica
nota positiva l’istituzione di un tavolo di confronto, aperto non solo alle
forze politiche, ma a tutte le componenti economiche e sindacali.
Compresa
la società civile.
Tavolo
di confronto il cui obiettivo è di elaborare entro il 30 aprile 2013 un piano
strategico pluriennale di sviluppo economico.
Tavolo
di confronto che almeno mostra la volontà di individuare in maniera condivisa
le soluzioni per far ripartire il Paese non solo dal punto di vista economico.
Sarà
questo il momento in cui la politica, tutta, dovrà non deludere le attese della
cittadinanza.
Serviranno
tante energie e il contributo di tutti.
Non
vi sono i buoni o i cattivi.
Vi
dovranno solo essere tante persone di buona volontà, attaccate profondamente a
questa piccola Repubblica e ai grandi valori che riesce a esprimere.
Sarà
il momento dove il palazzo scende dallo scranno per confrontarsi con quelli che
soffrono quotidianamente una situazione inaccettabile per i più.
Sarà
la grande occasione per la politica di mostrare che può individuare percorsi
nuovi, che non siano condizionati esclusivamente dall’economia e dalla finanza,
ma anzi che riconfermino il ruolo preminente della stessa sui rigidi e
bizantini meccanismi imposti da un mondo sempre più piccolo.
Sarà
l’occasione per il neo Segretario alle Finanze Claudio Felici, nuovo uomo forte
del Congresso di Stato, di portare un vento profondamente riformatore in un
Paese notoriamente conservatore e poco incline ai cambiamenti.
Salvaguardando
le fasce deboli della nostra piccola comunità e non favorendo e agevolando i
soliti noti e ignoti.
Riportando
il merito e l’uomo al centro dell’agire politico e nella condotta degli
interessi pubblici.
Certo
è che il balletto delle nomine e la contestuale, sistematica, continua e spasmodica
spartizione delle cariche e incarichi politici, al quale abbiamo sino ad ora
assistito, non incoraggiano e non fanno ben sperare.
Rimaniamo
in fiduciosa attesa.
Alberto
Rino Chezzi
Nel riquadro: “LUMACA CHE CORRE” – 2008 –
Ciaccaezetazetai – olio su denim – cm 100 x 100 – courtesy of Ec Foundation
giovedì 3 gennaio 2013
Arie diverse
Nell’approvazione della legge del bilancio previsionale 2013 è evidente
che il clima è cambiato.
Maggioranza che a volte condivide emendamenti al progetto di legge in
accordo con la minoranza consigliare.
Un minimo di dialogo nel rispetto dei differenti ruoli.
San Marino 3 gennaio 2013/1712 d.F.R.
E’ una’aria diversa quella che si
respira in Consiglio Grande e Generale.
Da quando non vi sono più i “marpioni”
che da sempre hanno condizionato le scelte e la vita politica del Paese.
Da quando vi è stato un buon
rinnovamento all’interno dello stesso Consiglio Grande e Generale che vede ora protagonisti
movimenti, giovani e donne.
Nell’approvazione della legge del
bilancio previsionale 2013 è evidente che il clima è cambiato.
Maggioranza che a volte condivide
emendamenti al progetto di legge in accordo con la minoranza consigliare.
Un minimo di dialogo nel rispetto
dei differenti ruoli.
Anche se, l’opposizione nel suo
complesso, sembra non essere propensa a formare al proprio interno un fronte comune.
Sembra comunque essere cambiato
il metodo.
E’ questa una finanziaria di
emergenza, che rimanda alcune questioni basilari a decreti o confronti da
attuarsi nei primi mesi del 2013.
Il contestuale insediamento del
Consiglio Grande e Generale e del Congresso di Stato, non ha permesso di
individuare i tempi per approvare una finanziaria definitiva.
In sede di assestamento vi sarà
l’occasione per apportare tutti i correttivi necessari.
Riconfermate le imposte
straordinarie: l’addizionale IGR, minum tax, imposta sui servizi e patrimoniale.
Introduzione dell’IVA ed un piccolo passo in avanti sulla tassazione dei
redditi dei lavoratori frontalieri.
Passi avanti sono stati fatti anche
in merito alla trasparenza interna, con l’obbligo di indicare i beneficiari
effettivi delle partecipazioni bancarie e l’obbligo di dichiarare i redditi
provenienti da partecipazioni societarie unitamente all’abbozzo di una sorta di
spending review.
Un’attenzione particolare al parco
tecnologico scientifico, alla promozione del volontariato e della cooperazione
nel Paese.
All’istituzione infine di un
contributo di solidarietà a sostegno del fondo speciale per l’occupazione.
I cittadini sono disposti a fare
sacrifici, purché si ponga rimedio a inefficienze e sperperi.
Allo Stato non si potrà solo ed
esclusivamente chiedere e pretendere, bisognerà anche dare e contribuire soprattutto
nei momenti di difficoltà.
L’unica nota di forte
contestazione proviene dalle organizzazioni sindacali legate alla CSU, che
lamentano l’assenza di una concertazione preventiva sui provvedimenti adottati,
forzando talvolta l’approccio istituzionale alle problematiche sollevate.
Anche queste dovranno prendere
atto che qualcosa è cambiato nel metodo e che ognuno dovrà tornare a fare il
proprio mestiere.
I politici eletti in Consiglio
Grande e Generale dai cittadini sammarinesi, dovranno tornare a fare la
politica, possibilmente con la P maiuscola.
La difesa dei diritti dei
lavoratori o l’individuazione di nuove forme di relazioni industriali spetta
giustamente alle organizzazioni sindacali e imprenditoriali.
A ognuno il suo.
Alberto Rino Chezzi
Nel riquadro: “COME SOTTO COSI’ SOPRA” – 2004 –
Ciaccaezetazetai – olio su tela e denim – cm 100 x 100 – courtesy of Ec
Foundation
lunedì 15 ottobre 2012
Il senso profondo
La lezione che abbiamo o perlomeno dovremmo aver imparato è che il
nostro Paese è una realtà a sovranità limitata.
Nel momento in cui ci affacciamo fuori, dovremo sempre chiedere il permesso
a qualcuno, adattarci alle sue richieste o norme.
San Marino 15 ottobre 2012/1712 d.F.R.
In questi quattro anni è stato
un susseguirsi di eventi accaduti alla nostra Repubblica.
Siamo di fatto rimasti in
balia delle decisioni e indirizzi di centri di “comando” esterni dalle sigle
alla maggioranza dei sammarinesi sconosciute, astruse e in definitiva lontane: MEF,
FMI, OCSE, Moneyval, GAFI, ecc.
Così abbiamo cercato di sanare
situazioni di fatto già compromesse da
qualche tempo, con una produzione normativa forse insensata per una comunità di
trentamila abitanti.
Il tutto a testimonianza della
lungimiranza della nostra politica negli ultimi trent’anni.
A guardarsi bene allo specchio
ci si domanda in definitiva cosa abbiamo, come comunità sammarinese, poi
commesso di così “terribile” tenuto conto che tutti i ruoli dirigenziali “importanti”
sono ricoperti da non sammarinesi: Forze di Polizia, Banca Centrale,
Università, Tribunale, Istituto Sicurezza Sociale, Banche Private, molti Imprenditori.
Non abbiamo fatto tempo ad
aprirci all’esterno che immediatamente tanti si sono approfittati del sistema
per commettere una serie di reati nei loro paesi di origine e favorendo
l’importazione di fenomeni malavitosi da sempre sconosciuti per la nostra
comunità.
Le responsabilità interne di
tutto ciò sono di chi doveva vigilare, controllare e sanzionare.
Sono di chi aveva la
responsabilità politica di formare la coscienza di una collettività e non di
arricchirsi personalmente utilizzando impropriamente il “sistema” con una
creazione e la gestione di un consenso elettorale che ha prodotto danni al
Paese che pagheremo per anni.
Sono anche di tanti cittadini
che si sono fatti “cooptare” vendendo la propria coscienza per un posto nella
pubblica amministrazione, per l’edificabilità di un terreno per la concessione
di una licenza.
Molti cittadini ne sono
rimasti invece indenni, non sono scesi a compromessi, hanno lottato.
Le diverse dita devono però
avere la consapevolezza di far parte della stessa mano.
Tra meno di un mese andremo a
votare, con un Paese non ancora consapevole appieno della drammaticità della
crisi finanziaria ed economica che hanno colpito in particolar modo l’Europa.
Neppure consapevole ancora di
quello che siamo stati negli ultimi anni e di quello che ancora siamo.
Tanti meccanismi sono ancora
immutati compreso il teatrino della politica che, con i vecchi marpioni ora in
seconda fila, opera affinché tutto cambi perché nulla cambi.
Le nostre coscienze non si
sono ancora modificate.
Non abbiamo ancora inteso il
senso profondo di quanto ci è accaduto.
Non abbiamo minimamente
scavato sotto la “crosta” per capire chi siamo e dove vogliamo andare.
La lezione che abbiamo o
perlomeno dovremmo aver imparato è che il nostro Paese è una realtà a sovranità
limitata.
Nel momento in cui ci
affacciamo fuori, dovremo sempre chiedere il permesso a qualcuno, adattarci
alle sue richieste o norme.
Possiamo tranquillamente
accantonare per il momento le nostre ambizioni di politica estera e
concentrarci al nostro interno per scoprire almeno il senso profondo
dell’esistenza della nostra comunità.
Alberto Rino Chezzi
Nel riquadro: “LUMACA CHE CORRE” – 2008 –
Ciaccaezetazetai – olio su denim – cm 100 x 100 – courtesy of Ec Foundation
lunedì 8 ottobre 2012
Foto di gruppo
Il risultato che verrà
fuori da queste elezioni altro non sarà che lo specchio del Paese.
Di come siamo realmente.
Se divisi o uniti negli
intenti, se preferiamo le scorciatoie o meno nel superare i problemi importanti
che dovremo comunque affrontare.
Sarà una foto di gruppo
che potrebbe anche non piacerci.
San Marino 8 ottobre 2012/1712
d.F.R.
Undici
liste, sei possibili indicazioni di voto da esprimere per tre coalizioni e tre
liste che correranno sole, trecento settantaquattro candidati per ricoprire i
sessanta scranni da consigliere e otto da segretario di stato.
Per
i meccanismi della soglia di sbarramento, di un ipotetico ballottaggio, del
premio di maggioranza, delle quote rosa, potrebbero emergere scenari
completamente nuovi riguardo le previsioni “grezze” fatte anche all’interno
degli stessi partiti.
Sarà
questo il primo vero test di una legge elettorale che potrà dare esiti
completamente differenti rispetto quella che è la situazione politica reale del
Paese.
Tanti
i giovani e le donne candidate, tanti quelli che si mettono in gioco per la
prima volta in politica.
Quattro
movimenti nati per dare risposte nuove e diverse al Paese.
Tanti
big e navigati della politica che hanno preso un momento di pausa e tanti che
si ripresentano nell’agone politico.
Un’occasione
per l’elettorato sammarinese di rinnovare effettivamente il Consiglio Grande e
Generale e il modo di far politica.
Programmi
che nella maggioranza dei casi sono più sintetici e più chiari rispetto il
passato.
Programmi
purtroppo che nelle coalizioni sono stati fatti successivamente all’alleanza
politica.
La
legge elettorale impone purtroppo i numeri prima di tutto.
Speriamo
almeno che i candidati se li studino bene prima di apparire nei dibattiti che
ci sfiniranno da qui all’11 novembre.
In
ogni caso, grazie anche alle liste civiche abbiamo programmi più sulle cose
concrete da fare che sui principi o sulle appartenenze politiche di parte.
Il
risultato che verrà fuori da queste elezioni altro non sarà che lo specchio del
Paese.
Di
come siamo realmente.
Se
divisi o uniti negli intenti, se preferiamo le scorciatoie o meno nel superare
i problemi importanti che dovremo comunque affrontare.
Sarà
una foto di gruppo che potrebbe anche non piacerci.
Alberto
Rino Chezzi’
Nel riquadro: “COME SOTTO COSI’ SOPRA”
– 2004 – Ciaccaezetazetai – olio su tela e denim – cm 100 x 100 – courtesy of
Ec Foundation
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Politica
martedì 2 ottobre 2012
Caos prossimo venturo
Probabilmente il
dopo elezioni, imporrà alle forze politiche scelte forti, di condivisione sulle
cose da fare, per traghettare il Paese fuori dalle secche nella quali naviga
oramai da quattro anni.
San Marino 2 ottobre 2012/1712 d.F.R.
A giorni saranno definitive le numerose liste, presumibilmente
sei, che si presenteranno alle prossime elezioni con i rispettivi candidati. Se
a queste si aggiungono i fantasmi che aleggiano sulle elezioni, l’astensionismo
e il voto di protesta, il quadro di riferimento politico sarà particolarmente
frammentario.
Frutto della vecchia e cattiva abitudine di definire
prima le alleanze e poi, solo in via residuale, la ricerca delle convergenze
programmatiche.
L’esatto contrario di quanto si voleva evitare con la
vigente legge elettorale che tra le varie cose prevede anche la soglia di
sbarramento per l’elezione dei propri rappresentanti in Consiglio.
Questa frammentazione alza notevolmente il rischio di un
ballottaggio se nessuna delle coalizioni prevarrà in maniera significativa
sulle altre.
Un messaggio che proviene dalla politica di profonda
divisione del Paese.
Di mancanza d’idee e soluzioni condivise per individuare
percorsi tesi a evitare l’implosione di un sistema prossimo al collasso non
solo economico e finanziario ma anche di valori.
Probabilmente il dopo elezioni, imporrà alle forze
politiche scelte forti, di condivisione sulle cose da fare, per traghettare il
Paese fuori dalle secche nella quali naviga oramai da quattro anni.
Nei programmi elettorali, almeno in quelli disponili solo
un elenco di buone intenzioni.
Probabilmente queste saranno disattese non perché non vi
saranno le volontà, ma semplicemente perché mancherà la finanza necessaria per sostenere
le riforme necessarie e indispensabili.
Ci saranno una gran confusione e caos.
Tutti contro tutti.
Come accade da tantissimo tempo, l’arte dovrà fare la
parte di Cenerentola se non quella del fantasmino Ghost.
Peccato perché l’arte può essere un potente fattore di
sviluppo per una microeconomia come quella sammarinese.
Peccato perché l’arte rappresenta la ricchezza emotiva e
animica di ogni Paese, sia piccolo che grande, elevando il livello di coscienza
di chiunque.
Evidentemente gli artisti e gli operatori sammarinesi del
settore non hanno alcun peso elettorale e quindi di scarso interesse.
Alberto Rino Chezzi
Nel riquadro: “LUMACA CHE CORRE” – 2008 –
Ciaccaezetazetai – olio su denim – cm 100 x 100 – courtesy of Ec Foundation
lunedì 24 settembre 2012
Anime perse
Questa settimana
lascerà il segno nella nostra Repubblica.
Come se avessimo
perso la nostra anima, con la politica che ancora opera con meccanismi e modi
appartenenti al passato.
Che tutti a parole
sperano non torni più.
San Marino 24
settembre 2012/1712 d.F.R.
La settimana appena trascorsa è stata molto pesante.
Non solo dal punto di vista politico ma anche da quello
civile e della coscienza collettiva.
La relazione della Commissione Antimafia è stata un momento
di presa di coscienza da parte del Paese di come ci siamo allontanati dai
valori fondamentali che legano gli appartenenti a una comunità piccola come la
nostra.
La gravità dei rapporti emersi tra politica e camorra, sui
quali dovrà sicuramente far luce la magistratura, ha quasi “normalizzato” e
quindi posto in secondo piano tutti gli altri fatti emersi, come se quanto
accaduto fosse un normale operare.
Come se fosse normale corrompere con denaro pubblici
dipendenti, comprare voti a fini elettorali oppure operare in pieno conflitto d’interessi.
Fortune economiche realizzate in pochissimo tempo, non
giustificabili neppure da consulenze milionarie.
Intreccio tra politica e affari a dir poco micidiale.
L’interesse personale che prevarica il bene comune.
Anche se a onor del vero sono situazioni conosciute o “intuite”
da noi tutti o comunque dai più.
Con un distinguo di posizioni come sempre.
Vi è chi era coinvolto perché cooptato.
Vi era chi pur sapendo non ha voluto o non ha avuto la forza
e il coraggio di esporsi e ha preferito continuare a coltivare il proprio
orticello.
Vi era infine chi pur sapendo e contrastando tali fenomeni
poteva fare di più.
Non esistono medaglie e meriti in questa situazione.
E’ vero che la politica ne esce malissimo, perdendo così
quel poco di affidabilità che le era rimasta.
E’ indubbio che dovrà essere fatta la massima chiarezza sui
fatti e soprattutto sui meccanismi.
Questa settimana lascerà il segno nella nostra Repubblica.
Come se avessimo perso la nostra anima, con la politica che
ancora opera con meccanismi e modi appartenenti al passato.
Che tutti a parole sperano non torni più.
Sarà difficile recuperarla questa situazione, recuperare i
valori che sono sempre stati alla base di questo piccolo stato, quali la
libertà, la solidarietà e l’uguaglianza.
Un Paese oramai dotato di solide caste, da quella politica e
quella imprenditoriale, a quella finanziaria e bancaria, quella sindacale a quella
del pubblico impiego.
Tanti orti tutti ben recintati e ben curati.
Un Paese il nostro che ha urgente necessità di recuperare immagine
e credibilità sia al proprio interno che verso l’esterno.
Un Paese che se ritroverà un’unità d’intenti e promuoverà il
rinnovamento come fattore di sviluppo, potrà rimettersi in cammino.
Alberto Rino Chezzi
Nel
riquadro: “COME SOTTO COSI’ SOPRA” – 2004 – Ciaccaezetazetai – olio su tela e
denim – cm 100 x 100 – courtesy of Ec Foundation
lunedì 17 settembre 2012
I fondamentali
In attesa che la politica ritrovi i propri equilibri, il Paese soffre e
rimane in paziente attesa di conoscere i programmi elettorali nella maggioranza
dei casi ancora in corso di elaborazione.
Sulle cose da fare le idee chiare non sembrano in molti ad averle,
soprattutto sulle questioni fondamentali
San Marino 17 settembre 2012/1712 d.F.R.
La settimana appena trascorsa è stata
è stata un susseguirsi di colpi di scena a testimonianza delle fibrillazioni
che animano l’attività politica.
Gran movimentismo delle formazioni
politiche, almeno in quelle tradizionali, che vede al momento al centro
dell’interesse l’Upr, che nessuno sembra volere ma tutti vogliono prendersi.
Stiamo assistendo a “tragedie” personali per rinunce a eventuali
candidature da parte di chi ha occupato posizioni di potere per decenni e che,
in un delirio di onnipotenza tipo della politica nostrana, uscendo sbatte forte
la porta.
Colpi di scena ai quali assisteremo
anche questa settimana con gli esiti della Commissione antimafia.
In ogni caso sarà una campagna
elettorale al vetriolo.
In attesa che la politica ritrovi i
propri equilibri, il Paese soffre e rimane in paziente attesa di conoscere i
programmi elettorali nella maggioranza dei casi ancora in corso di
elaborazione.
Sulle cose da fare le idee chiare non
sembrano in molti ad averle, soprattutto sulle questioni fondamentali alla base
della convivenza della nostra piccola comunità e indispensabili per la
sopravvivenza della stessa.
I punti programmatici d’indirizzo e d’intervento
sino ad ora proposti sono i più disparati, la media è venti, premessa naturale
al fatto che regolarmente quando sarà il momento non saranno neppure presi in
considerazione.
Manca una chiarezza di fondo sui temi
fondamentali che si dovranno necessariamente toccare una volta insediato il
nuovo Consiglio Grande e Generale.
In materia di politica estera,
monetaria e finanziaria, di politica di bilancio e Pa, politica economica e
fiscale e infine in materia di politica istituzionale.
L’impressione è che vi sia più una
corsa a occupare posizioni di potere con incarichi connessi che a sforzarsi di
pensare a quali risposte dare a temi che toccano l’intera collettività.
Prima le alleanze e le coalizioni e
poi il programma al quale vincolare l’azione del futuro governo la dice lunga
sulla volontà di cambiare radicalmente il modo di fare politica.
In ogni caso anche la cittadinanza,
solo in minima parte per la verità, vi mette del suo nel momento in cui si va a
barattare il proprio voto per l’agognato posto sotto lo stato, il terreno,
l’aumento di livello, e l’incarico ottenuto in barba a chi ne ha invece
diritto.
Alberto Rino Chezzi
Nel riquadro: “LUMACA CHE CORRE” –
2008 – Ciaccaezetazetai – olio su denim – cm 100 x 100 – courtesy of
Ec Foundation
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Politica
lunedì 10 settembre 2012
Giochi finali
Tutto è
congelato, almeno da parte dei partiti tradizionali, in attesa dei risultati
della Commissione Antimafia.
Potremmo
assistere difatti a esclusioni clamorose di candidature oramai ritenute
consolidate.
San Marino
10 settembre 2012/1712 d.F.R.
L’attività politica sembra irrealmente sospesa
in attesa di un evento significante che porti chiarezza nell’ambito delle
alleanze politiche.
I prossimi dieci giorni saranno decisivi
affinché tutte e parti politiche tirino le fila in vista della presentazione
delle liste elettorali.
Tutto è congelato, almeno da parte dei partiti
tradizionali, in attesa dei risultati della Commissione Antimafia.
Potremmo assistere difatti a esclusioni
clamorose di candidature oramai ritenute consolidate.
Così come potrebbe esservi un movimentismo
significativo su tutti gli schieramenti con cambiamenti repentini di fronte da
parte degli attori della politica nostrana.
Continua la telenovela sull’Upr, dove nessuno,
ad eccezione del Psd, nell’unica alleanza al momento definita tra Dc, Psd, An,
A&L, Ap e Ns, vuole l’Unione per la Repubblica.
Quest’ultima probabilmente sconta la presenza al
proprio interno degli Eps.
In ogni caso Claudio Felici, per conto del Psd,
sembra in ogni caso determinato a portare a termine, questa ipotesi di sinergia
politica.
In attesa delle
risultanze che scaturiranno dalla Commissione Antimafia, in molti si chiedono
cosa farà di conseguenza la Magistratura Sammarinese.
Per il momento, in
questo clima di sospensione, tutti stanno preparando e affilando le armi di una
campagna elettorale, che sarà giocata molto nei socials network e
nell’informazione locale on line e cartacea.
I movimenti stanno
proliferando in maniera considerevole, testimonianza questa della ricchezza dal
punto di vista democratico della società civile.
Non però se in mano ad
esclusi dalle precedenti elezioni o a emarginati politicamente dai partiti di
provenienza alla ricerca di nuove visibilità o opportunità politiche.
L’unica costante in
questa situazione irreale rimane la necessità, da parte di tutte le forze
politiche, di ottemperare alle cosi dette “quote rosa”.
Ragione per la quale
tutte le parti politiche sono alla caccia di figure femminili spendibili.
Nel riquadro: “COME
SOTTO COSI’ SOPRA”
– 2004 – Ciaccaezetazetai – olio su tela e denim – cm 100 x 100 – courtesy of
Ec Foundation
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lunedì 27 agosto 2012
Il punto
La pausa
estiva è servita per dare gli ultimi ritocchi a già instabili equilibri
politici e raccogliere energie Unica nota dolente è che ancora nessuno, eccetto
i nuovi movimenti, ha parlato di programmi o di proposte per il futuro del
Paese.
E ricercare
prima le alleanze e poi fare le proposte non è certo un gran segnale.
San Marino 27 agosto 2012/1711 d.F.R.
Nuovi movimenti, poche idee e poche proposte
incisive e innovative.
Solo la ricerca di alleanze strategiche per
affrontare al meglio le elezioni e predefinire ove possibile eventuali rendite
di posizione.
Unica eccezione la Rete che ha dichiarato più
volte la sua intenzione di correre da sola.
L’unico raggruppamento già predefinito, Dc, An,
A&L, Ap e NS che sicuramente correranno insieme in un’unica lista
unitamente al Pds, sta definendo il “tasso di rinnovamento” interno con la scelta
dei candidati da presentare alle prossime elezioni.
Problema questo che si sono già posto le forze
politiche, ma che farà sicuramente una delle differenze di fronte agli
elettori.
Unica eccezione ancora la Rete che non ha voglia di
spartire nulla con tutti gli ex in circolazione.
Giochi fatti?
Tutt’altro.
Interessante sarà vedere che cosa succederà
nella formazione di altri raggruppamenti.
Sinistra Unita, con tutta una serie di
difficoltà interne, ha fatto importanti aperture ai movimenti civici.
UpR, UdM, Psrs e Pss troveranno modi utili per
la formazione di un raggruppamento autonomo.
Il terzo polo tanto per intenderci?
Se così fosse, con l’attuale legge elettorale,
potrebbe essere un importante test, dove nulla sarebbe poi così scontato.
Gli esiti delle elezioni potrebbero riaprire
tutti i giochi politici, rimescolando tutte le carte.
Anche quelle precostituite.
Unica nota dolente è che ancora nessuno, eccetto
i nuovi movimenti, ha parlato di programmi o di proposte per il futuro del
Paese.
E ricercare prima le alleanze e poi fare le
proposte non è certo un gran segnale.
Sicuramente rispetto a un cambiamento del modo
di far politica e di rapporto con la cittadinanza e l’elettorato che dovrà
andare a compiere delle scelte.
Alberto Rino Chezzi
Nel riquadro: “LUMACA CHE
CORRE” – 2008 – Ciaccaezetazetai – olio su denim – cm 100 x 100 – courtesy of Ec
Foundation
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mercoledì 15 agosto 2012
La sfida di Alex
Avrà senso
ancora oggi, con la globalizzazione, con una crisi finanziaria che non rispetta
nessun confine e condiziona pesantemente la politica, parlare d’ideologia, di
partiti legati ancora a dinamiche da periodo della guerra fredda o peggio
ancora a dogmi confessionali?
San Marino
13 agosto 2012/1711 d.F.R.
La proposta di Alessandro Rossi di abbandonare
simbolo e nome per presentare in una nuova lista di qualità solo persone
perbene….ossia per il bene comune…. con un contributo importante da parte della
società civile è stata dal proprio partito in un primo momento cassata e poi
riformulata completamente fino a farne tutta un’altra cosa.
Neppure in Sinistra Unita, che è sempre stato un
partito”aperto”, si è avuto il coraggio di spogliarsi momentaneamente del
proprio “io” a favore di un “io comune”.
Peccato.
Quella di Alessandro è una proposta
intelligente, la proposta giusta al momento giusto.
Proposta tesa alla creazione delle basi per la
formazione di una lista di qualità che promuova Unità e Rinnovamento
all’interno non solo della classe politica, ma di tutto il Paese come risposta
sia alle istanze sempre più numerose provenienti dalla società civile sia ai
giochi già fatti dalla Santa Alleanza tra Pdcs e Pds.
Alessandro ha mostrato con grande coraggio,
maturità e intelligenza politica che nel Paese c’è, anche chi può contribuire a
un cambiamento vero delle coscienze e guidare un effettivo rinnovamento a tutti
i livelli spogliandosi momentaneamente di appartenenze e di logiche oramai
superate dagli eventi contingenti e dalla storia.
Avrà senso ancora oggi, con la globalizzazione,
con una crisi finanziaria che non rispetta nessun confine e condiziona
pesantemente la politica, parlare d’ideologia, di partiti legati ancora a
dinamiche da periodo della guerra fredda o peggio ancora a dogmi confessionali?
La sfida di Alessandro è così “forte” che, se
condivisa anche da altri attori della politica di riferimento, non compromessi
con il passato e con il supporto dei rispettivi partiti e movimenti, sarà in
grado di determinare la futura leadership della Repubblica ed operare così a
favore di un suo effettivo rinnovamento.
Senza preclusioni di sorta e alla luce del sole,
con la centralità dei contenuti, con un’agenda chiara sul futuro del Paese e
senza accordi sottobanco tesi solo a far sopravvivere una vecchia politica che
i sammarinesi non vogliono più.
Vi sarà in San Marino chi vorrà raccogliere la
sfida lanciata da Alessandro Rossi?
Alberto Rino Chezzi
Nel riquadro: “COME
SOTTO COSI’ SOPRA”
– 2004 – Ciaccaezetazetai – olio su tela e denim – cm 100 x 100 – courtesy of
Ec Foundation
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mercoledì 8 agosto 2012
RepubliKan chic
E’ vero
che la politica è l’espressione del Paese, degli elettori, e che nel Paese vi
sono ancora resistenze al cambiamento, ma è pur sempre vero che è la politica
che deve dare l’indirizzo ed essere il motore del cambiamento.
San Marino
8 agosto 2012/1711 d.F.R.
La crisi politica in atto e le prossime elezioni
che si terranno il prossimo novembre, hanno, di fatto, aperto la problematica
legata al rinnovamento.
Saprà il Paese tutto cogliere questa grande
occasione per ripartire con nuove progettualità e nuovi intenti unitari e
solidaristici dopo anni di sofferenza non solo economico finanziaria ma anche
sociale?
Normalmente un cambiamento anche di tipo sociale
richiede almeno sempre due generazioni.
Negli ultimi quattro anni siamo tutti cambiati
nel profondo, ma ancora non a sufficienza.
Vi è da fare uno sforzo maggiore, soprattutto
nella coscienza collettiva.
La politica avrà il suo bel da fare per tarare
le liste elettorali tenendo conto di quanto si va evidenziando
dall’antipolitica sulle “prime file”.
Anche quanto emergerà o non emergerà dalla
Commissione d’inchiesta antimafia avrà sicuramente il suo peso.
La fibrillazione politica è già alta non solo
per la nascita di nuovi movimenti e partiti che naturalmente cavalcano il
facile sentimento dell’antipolitica, preludio di una campagna elettorale
“cattiva”, ma anche e soprattutto perché si andrà a discutere anche sui temi,
sulle proposte che non potranno che essere differenti.
La politica ha la sua più grande possibilità di
riscatto e l’opportunità di riprendere il primato rispetto alle dinamiche
imposte dalla crisi economico finanziaria e dalla coercizione imposta
dall’esterno con la normalizzazione di un sistema che aveva oramai ecceduto i
limiti anche del buonsenso.
E’ vero che la politica è
l’espressione del Paese, degli elettori, e che nel Paese vi sono ancora
resistenze al cambiamento, ma è pur sempre vero che è la politica che deve dare
l’indirizzo ed essere il motore del cambiamento.
E se proprio fossimo fortunati, potremmo anche
veder emergere nuove figure, magari un po’ Republikan chic, alla Domenico Maria
Belzoppi, tanto per intenderci.
Uomo della patria questo che pur “con un buon corredo di idee e di cognizioni
moderne fu valoroso difensore degli orfani, degli incapaci, degli umili, degli
oppressi, prestandosi nondimeno a dare
asilo in Repubblica ai vinti dalla forza e dalla fortuna, ai perseguitati dalla
malvagità e dalla sventura.
Capitano Reggente per cinque volte e uomo di governo in tempi tristi e
fortunosi, seppe superare ogni difficoltà con decoro e vantaggio della
Repubblica, dimostrando così che un popolo diventa prospero e felice solo
quando è sorretto da leggi e da istituzioni conforme alle norme della ragione e
dei tempi.
Con Domenico Maria Belzoppi il nostro Governo diede -il singolare esempio
che con le massime dell’Umanità e della prudenza si poteva far rispettare la
sventura, senza che gli Stati vicini se ne offendessero.
Nel 1853, anno funesto per lotte civili e per atroci misfatti, chi tenne
fermo perché la Repubblica
non andasse in rovina fu appunto Domenico Maria Belzoppi, il quale, con sani e virtuosi propositi e con azioni.
generose e magnanime, senza far uso né di ostentazioni né di spavalderie ma
della sola forza morale, seppe in mezzo alle fiere tempeste condurre la nave a
buon porto.”
Un Republikan
chic di un’attualità incredibile.
Ce ne fossero.
Alberto Rino
Chezzi
Nel riquadro: “VISTAGIARDINO” – 1998 – Ciaccaezetazetai – olio su tela –
cm 50 x 60 – courtesy EC Foundation
lunedì 30 luglio 2012
L'ultimo degli ultimi
C’è chi lavora sui temi
centrali del Paese, c’è chi mette al centro della propria proposta politica il
rinnovamento della stessa classe politica e una visione che vuole essere
condivisa con tutti di quello che sarà il futuro della Repubblica.
San Marino 30 luglio
2012/1711 d.F.R.
Già
in campagna elettorale, senza che le elezioni siano state indette.
La
nuova santa alleanza tra Dc e Pds con le due “stampelline” di Ap e Ns ha
accelerato un processo di frammentazione del quadro politico creando grande
inquietudine all’interno di tutti i raggruppamenti politici.
Senza
entrare sui temi d’interesse del Paese, la nuova santa alleanza non ha fatto a
tempo ad autoproclamarsi come futura coalizione di governo che ha già dovuto
fare retromarcia sulla riforma fiscale e avrà il suo bel da fare in termini di
referendum di adesione all’Unione europea ove notoriamente l’approccio dei due
principali alleati, Dc e Pds, è diametralmente opposto.
Altra
grana che la nuova santa alleanza dovrà gestire sarà il sempre più ingombrante
“alleato ombra” di governo, ossia la
CSU.
Più
che un sindacato, oramai in piena crisi d’identità, assomiglia più a un datato
politburo che vuole imporre la propria agenda politica al Paese, ricattandolo
in maniera antidemocratica con l’arma dello scontro sociale che al momento non
esiste.
Anche
la CSU e le forze
politiche del “forse” futuro governo, avranno il loro bel da fare nel momento
in cui l’USL, il terzo sindacato in grande ascesa come iscritti, inizierà a
fare anche attività politica assuendo anche in quell’ambito la leadership del
mondo dei lavoratori dipendenti.
Tutto
questo nonostante il neppure velato contrasto antidemocratico della stessa CSU
opposto a tutte le parti economiche istituzionali e sociali, affinchè non sia
coinvolta l’USL in nessuna attività e organismo sindacale come previsto dalla
legge.
La
vittoria da parte della santa alleanza è già stata proclamata con tale
convinzione che è già scattata da parte di chi, certo di tal esito, fa la corsa
a salire preventivamente sul carro del vincitore.
E
il vincitore o presunto tale sceglie a suo insindacabile giudizio.
Con
quell’indecorosa campagna acquisti che è il passaggio dei consiglieri da un
partito all’altro come se andare in consiglio fosse una gita turistica senza un
obbligo di un minimo di rendiconto all’elettorato che gli ha conferito tale
importante mandato.
Non
tutti però ragionano politicamente allo stesso modo e qualcuno si guarda bene
da avvicinarsi a quello che potrebbe essere il carro della sonora lezione che
questa classe politica si merita tutta.
C’è
chi lavora sui temi centrali del Paese, c’è chi mette al centro della propria
proposta politica il rinnovamento della stessa classe politica e una visione
che vuole essere condivisa con tutti di quello che sarà il futuro della
Repubblica.
Con
le dinamiche della corsa al potere a tutti i costi senza
porre al centro dell’azione politica i temi centrali della vita della
Repubblica, della scelta della via più facile e più breve a quello che è il più
delle volte del proprio tornaconto personale o nelle migliori dei casi del
proprio raggruppamento politico, con il bene del Paese messo al fondo dei
propri pensieri è meglio e preferibile essere l’ultimo degli ultimi e non il
primo dei primi.
Alberto Rino
Chezzi
Nel riquadro: “F.C.P.” Fragole con la panna (particolare) –
2002 – Ciaccaezetazetai – olio su tela – cm 100 x 150 – courtesy EC Foundation
lunedì 23 luglio 2012
Assuefatti
Sembriamo tutti
talmente assuefatti a un certo modo di fare politica, di gestione della cosa
pubblica e del Paese che, tutte le denunce fatte negli ultimi tempi,
soprattutto dall’opposizione e dai nuovi movimenti, sembrano passare via lisce
come l’olio.
San Marino 23
luglio 2012/1711 d.F.R.
La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata dal
nuovo asse politico incentrato sul rapporto tra la Dc e Pds, frutto di lunghi
mesi di “prove tecniche”, che ha destabilizzato il quadro politico sammarinese
riaprendo di fatto tutti i giochi.
Le dimissioni dei due Segretari di Stato, Romeo Morri e
Augusto Casali, hanno “certificato” una campagna elettorale già in corso da
qualche tempo.
Un tentativo di far chiarezza e di denuncia
dell’immobilismo in cui è piombato il Paese.
Forse non pienamente riuscito come nelle intenzioni dei Segretari
dimissionari.
In ogni caso è già cominciata la corsa al potere e alle
poltrone con i grandi burattinai che muovono le fila, tessendo così il proprio
disegno.
Si registrano i primi movimentismi all’interno dei
partiti, la prevista costituzione di nuovi movimenti, potenziali spaccature
anche dei grandi raggruppamenti politici che non lasciano presagire nulla di
buono.
Una forte frammentazione della politica con un effetto
contrario a quello voluto con l’asse Dc –Psd alla ricerca di un governo forte.
“Alta” politica incentrata più sulle future poltrone e
posizioni di potere da gestire che sui temi d’interesse del Paese.
Unica nota degna di segnalazione, a proposito di temi,
l’ammissione del quesito referendario per la richiesta di adesione all’Unione
Europea.
Sembrerebbe arrivato il momento di gloria per tutte le
“seconde linee” rappresentate soprattutto dai giovani che hanno ora la
possibilità di emergere.
Il Paese non appare però ancora maturo, non vi sono le
condizioni per un cambiamento vero.
Sembriamo tutti talmente assuefatti a un certo modo di fare
politica, di gestione della cosa pubblica e del Paese che, tutte le denunce
fatte negli ultimi tempi, soprattutto dall’opposizione e dai nuovi movimenti, sembrano
passare via lisce come l’olio.
Come se non interessasse a
nessuno.
Alberto Rino Chezzi
Nel riquadro "MIX SALAD" - 2000 -
Ciaccaezetazetai - olio su tela - cm 100 X cm 150 - courtesy of EC Foundation
Settimana non facile
La questione morale, che monta in maniera progressiva grazie alle
denunce del movimento Per San Marino, andrà a incedere profondamente sugli
equilibri politici interni e su talune figure politiche che non riescono a
dimostrare la correttezza del loro operato.
San Marino, 16 luglio 2012/1711 d.F.R.
Settimana non facile dal punto
di vista politico questa appena iniziata.
Il Consiglio Grande e Generale
dovrà affrontare due spinose questioni.
La riforma tributaria e la
questione morale che come la marea, sta piano piano investendo i principali
punti di riferimento della politica nostrana non solo di ieri ma anche di oggi.
La riforma tributaria è in
realtà una rivisitazione della precedente normativa fiscale, contenenti misure
integrative a protezione delle famiglie, all’allargamento della base
imponibile, al riequilibrio dell’imposizione rispetto alle diverse categorie di
lavoratori – frontalieri compresi -, alla definizione di misure atte a
sostenere gli investimenti nelle imprese e a incrementare il lavoro e infine
all’individuazione di strumenti più pregnanti per reprimere eventuali forme di
elusione ed evasione in ambito fiscale.
Riforma che, commissionataci
dal Fondo Monetario Internazionale, ha fin da subito trovato una forte
opposizione da parte delle organizzazioni sindacali facenti capo alla CSU.
Organizzazioni Sindacali
queste che, evidentemente in forte carenza di consenso interno, hanno
intrapreso la via dello scontro sociale “forzoso” con un approccio prettamente
demagogico e antidemocratico, solo per giustificare una presenza che sta
diventando sempre di più anacronistica e fuori luogo.
Ha dell’incredibile come, in
un momento così delicato per il Paese ove serve da parte di tutti una forte
assunzione di responsabilità, unitamente ad una politica latitante, vi sia
anche un’importante parte del mondo sindacale che impone a un governo oramai
evidentemente a fine corsa, un accordo capestro. Accordo che umilia il
Consiglio Grande e Generale e prevede l’attuazione di provvedimenti che vanno
non favore dei rappresentati delle stesse organizzazioni sindacali ma
esclusivamente contro i piccoli imprenditori e i lavoratori autonomi, quindi
contro una categoria economica neppure rappresentata da chi ha sottoscritto gli
accordi.
Senza entrare nel merito di
quanto contenuto nell’accordo, all’interno dello stesso si prevede l’emissione
di ben cinque decreti delegati che andranno a modificare e integrare una legge
che ancora deve essere approvata dal Consiglio Grande e Generale.
Come se la prerogativa di
legiferare fosse della CSU e i propri organi direttivi fossero Consiglieri di
maggioranza.
L’accordo deve poi essere
obbligatoriamente approvato, sotto forma di ordine del giorno dal Consiglio
Grande e Generale prima dell’approvazione della Riforma Tributaria.
Per l’emanazione di tali decreti
è poi prevista una tempista molto breve se non addirittura immediata.
Una vera aberrazione dal punto
di vista anche costituzionale con grandi dubbi sulla legittimità di questi
provvedimenti.
Quando poi i rappresentanti
delle categorie colpite da questo iniquo e aberrante accordo, provano a levare
un minimo segno di protesta, si vanno immediatamente a conteggiare e reguardire
dal votare contro tale ordine del giorno i Consiglieri che nella vita privata,
esercitano attività d’impresa o quella della libera professione.
Il problema vero è quello non
tanto di difendere una o l’altra categoria, le imposte le dobbiamo pagare tutti
in maniera eguale e in ragione della propria capacità contributiva, ma evitare
quello che è, di fatto, un “golpe” ove il Consiglio Grande e Generale non è più
il nostro “Principe e Sovrano”.
Questo pasticciaccio è stato
reso possibile da una classe politica sempre più debole e senza una vera idea
del futuro prossimo del Paese.
La questione morale, che monta
in maniera progressiva grazie alle denunce del movimento Per San Marino, andrà
a incedere profondamente sugli equilibri politici interni e su talune figure
politiche che non riescono a dimostrare la correttezza del loro operato.
Troppi interessi personali
mescolati a quelli istituzionali e politici.
Se né accorta Alleanza
Popolare che teme le elezioni anticipate come l’affossamento definitivo della
questione morale, tanto da chiedere ufficialmente che in caso di elezioni
anticipate, la cosiddetta Commissione Consiliare “Antimafia” termini il proprio
lavoro d’indagine.
I tempi per rimediare una
situazione difficile non ci sono più.
Serve urgentemente un governo
di unità nazionale che accompagni alle elezioni con pochi ma significativi
provvedimenti condivisi per porre alcuni rimedi - soprattutto relativamente
alle modalità “comportamentali” della vita politica di San Marino e della
relativa classe dirigente - un Paese sempre più in difficoltà.
Settimana veramente difficile
quella appena iniziata.
Alberto Rino Chezzi
Nel riquadro "BLU GINS" - 2001 - Ciaccaezetazetai - olio su
denim - cm 100 X cm 100 - courtesy of EC Foundation
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