Il messaggio è fin troppo chiaro. Le nostre aspirazioni ed azioni di Repubblica libera e indipendente nei secoli, devono comunque passare da un rapporto di “collaborazione privilegiata” con l’Italia
San Marino 29 marzo 1709 d.F.R.
La crisi economica finanziaria, l’affaire Delta – Cassa di Risparmio - e il New Deal fiscale e finanziario inaugurato dal Ministro dell’Economia Italiana Giulio Tremonti ci hanno riportato con i piedi per terra. Il sistema ha mostrato tutte le sue debolezze, in un quotidiano vivere “l’emergenza” evidenziando l’inadeguatezza di parte di una classe politica che, incapace di trovare un’unità di intenti, ancora oggi litiga per motivi di pure logiche di potere. Intanto il Paese vive alla giornata in una deriva sempre più preoccupante. Il messaggio è fin troppo chiaro. Le nostre aspirazioni ed azioni di Repubblica libera e indipendente nei secoli, devono comunque passare da un rapporto di “collaborazione privilegiata” con l’Italia anche in dispregio della Convenzione che ci lega. Il nostro Paese dipende, quasi in tutto e per tutto, dalla vicina Repubblica Italiana. E’ sufficiente tagliarci fuori dal meccanismo di pagamento italiano per metterci in completa crisi: acqua, energia, rifiuti, trasporti e aeroporto internazionale compreso. Il mercato di sbocco delle nostre imprese è, per la natura della nostra posizione geografica, quello italiano. La politica negli ultimi venti anni, non ha solo addormentato le nostre coscienze, ma non ha mostrato alcuna lungimiranza. Lo testimonia la PA, cresciuta a dismisura solo per alimentare il consenso politico. Ora ci chiediamo come faremo a mantenere sia questa complessa macchina sia lo Stato Sociale. Intanto in Consiglio si litiga. Evidentemente saranno gli unici nel Paese a non aver capito la lezione se ipotizzano elezioni anticipate, con l’intento di riproporre chi da vent’anni ci governa indisturbato. Allora probabilmente dobbiamo partire dal riformare la classe politica. Una proposta: 10 anni massimo di Consiglio Grande e Generale e di Segreterie e successivamente minimo dieci anni di ineleggibilità. Chiaramente con effetto retroattivo.
La politica, deve ritrovare idee, traiettorie e prospettive di sviluppo non solo di tipo economico ma anche e soprattutto culturale, sociale e ambientale.
San Marino 29 marzo 1709 d.F.R.
Nel 2009 hanno stimato per San Marino una riduzione del Pil pari a 7/8 punti percentuali. Non è una buona notizia. Ma non è neanche drammatica. “La vera grandezza di un Paese non si misura con il PIL, con i depositi bancari o con la produzione industriale. Perché questi non tengono conto del benessere della nostra gente, della qualità dell’educazione, della giustizia dei nostri tribunali, dell’equità dei nostri rapporti interpersonali. Il PIL non misura la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione verso i più deboli.” Lo diceva Bob Kennedy già alla fine degli anni sessanta. Se guardiamo a casa nostra, abbiamo sì un alto tasso di scolarizzazione, ma abbiamo anche, come logica conseguenza della crescita del nostro PIL, una colata di cemento che parte da Borgo Maggiore ed arriva sino a Serravalle. Le oramai note problematiche che esistono nei rapporti con la vicina ed amica Italia, ci dovrebbero aver fatto prendere coscienza che oramai abbiamo superato un punto di non ritorno. Non ci sarà più uno sviluppo economico improntato sui capisaldi che lo hanno sostenuto negli ultimi trent’anni. Non sarà neppure più sostenibile una Pubblica Amministrazione cresciuta a dismisura in funzione delle logiche partitiche e non invece in ragione delle effettive necessità. La politica, deve ritrovare idee, traiettorie e prospettive di sviluppo non solo di tipo economico ma anche e soprattutto culturale, sociale e ambientale. Se è vero che è alla politica che spetta il primato, questa deve dimostrare di saperselo meritare con proposte oneste e percorribili. Lo deve fare in un’unità di intenti pur nel rispetto dei ruoli di ciascuno. Lo deve fare rinnovandosi nelle idee e nei metodi rinnovando soprattutto l’uomo. Lo deve fare avvalendosi anche delle risorse che la società civile può offrire e mettere a disposizione. Alberto Chezzi www.sanmarinodazibao.com
Pubblicato su l’Informazione del 29 marzo 2010 Nel riquadro: “IRIS” – 2001 – Ciaccaezetazetai – olio su tela – cm 100 x 100 – courtesy EC Foundation
In questa situazione siamo le vittime indifese, di un’aggressione volta a spegnere quel barlume di luce di libertà, in un mondo che lo è sempre meno tutti i giorni.
San Marino 22 marzo 1709 d.F.R.
Uomini liberi nel pensiero e nell’azione. Questo siamo ancora e questo dobbiamo rimanere nonostante tutto. Nonostante l’attacco mediatico, giudiziario, finanziario e politico portato contro la nostra Repubblica. Nonostante le nostre ridotte dimensioni, le divisioni interne, la mancanza di una difesa presso le istituzioni internazionali. Nonostante lo scippo ed il grande ricatto esercitato con Delta sulla Cassa di Risparmio e di conseguenza sull’intero Paese. Nonostante il fallimento di parte della nostra classe politica che ha governato il sistema negli ultimi venti anni, non sapendolo difendere nel momento del bisogno. Né ha saputo adattarlo prontamente ai mutati scenari, individuando nuove strategie. Praticamente indifeso, il Paese ha retto bordate potentissime contro il proprio tessuto finanziario, subendo l’ingiustizia della prepotenza di azioni giudiziarie, in barba alle convenzioni bilaterali. La campagna mediatica a comando, è stata diretta a demolire l’immagine di un Paese di grandi ed importanti tradizioni qual è il nostro. Lo scudo e tutte le azioni legate ad una guerra fiscale combattuta contro la nostra Repubblica, hanno voluto far passare un messaggio che ci dipinge tutti indistintamente come “briganti” e come rifugio dell’illecito. Se da parte di qualcuno vi sono connivenze con la malavita si faccia subito chiarezza e si prendano i provvedimenti opportuni. Perché in ogni caso noi siamo uomini di buoni costumi. E’ necessario trovare una rinnovata forza etica nel dirigere le azioni di chi governa lo Stato. E’ necessario ritrovare la statura morale che ci ha contraddistinto nei secoli e che deve essere il punto principe nell’azione verso l’esterno. In questa situazione siamo le vittime indifese, di un’aggressione volta a spegnere quel barlume di luce di libertà, in un mondo che lo è sempre meno tutti i giorni. Fiero di vivere in questo Paese.
Siamo la nanotecnologia degli Stati. Nel nostro micro abbiamo cioè tutto quello che hanno nel macro, Paesi molto più grandi di noi. E’ il nostro tesoro. E’ la nostra riserva aurea.
San Marino 15 marzo 1709 d.F.R.
Quale futuro per il nostro Paese? Siamo piccoli ed inseriti completamente nel territorio Italiano e per questo molte volte definiti impropriamente “enclave”. Quello con l’Italia è un rapporto dal quale non possiamo prescindere. Non abbiamo risorse, ossia materie prime o petrolio. Abbiamo un sistema industriale tecnologicamente non avanzato. Il nostro sistema bancario e finanziario, seppure abbia retto l’urto violento dello scudo è stato comunque ridimensionato; sia nella quantità che nell’operatività. Abbiamo però un vantaggio enorme, competitivamente parlando, rispetto a tutti gli altri. Siamo una micro realtà completa. Siamo cioè la nanotecnologia degli Stati. Nel nostro micro abbiamo cioè tutto quello che hanno nel macro, Paesi molto più grandi di noi.
Le distanze ed i rapporti tra le componenti la nostra società sono cortissimi. Tutti i cittadini possono avere rapporti diretti con le istituzioni, così come a loro volta queste dialogano direttamente con le loro corrispondenti estere. E’ il nostro tesoro. E’ la nostra riserva aurea. Siamo, infatti, un laboratorio perfetto e a costo zero per studiare e sperimentare il nuovo. E’ strategico incentivare l’Università, il polo tecnologico, con la ricerca in particolar modo nell’ecologia. E’ fondamentale preservare l’arte, intesa come creatività ed espressione della cultura di un popolo. Il nostro potrebbe essere un territorio tecnologicamente all’avanguardia potendo, in partnership con importanti aziende produttrici del settore, fornire servizi d’eccellenza ai cittadini. Il più delle volte anche gratuitamente. ECOlogia, TECnologia e ARTe sono queste le direttrici su cui muoversi in futuro. Riqualificare un territorio oramai deturpato dalla speculazione edilizia, investire nelle eccellenze tecnologiche, nell’arte, cultura e nella formazione di altissima qualità. Questo lo possiamo fare.
E’ chiaro come tutto questo lasci aperte zone di opacità in un momento dove, sia internamente che esternamente, abbiamo necessità di acquisire chiarezza e trasparenza per recuperare la credibilità persa negli ultimi tempi.
San Marino 8 marzo 1709 d.F.R.
Per chiarirsi un poco le idee relativamente ai rapporti burrascosi recentemente intercorsi tra la Banca Centrale San Marino, il Consiglio Grande e Generale ed il Congresso di Stato è interessante leggere il rapporto sul sistema bancario finanziario sammarinese presentato nel giugno 2009 dalla CSDL a cura di Sanmarinolab. Gli studiosi che hanno redatto il rapporto, sostanzialmente affermavano in tempi non sospetti che, l’indipendenza del cuore finanziario e bancario sammarinese, poteva essere minato da due potenziali conflitti d’interesse. Il primo con il decisore politico, in quanto attualmente un terzo dei Consiglieri presenti in Consiglio Grande e Generale ricevono proventi da partecipazioni al capitale di banche. Il secondo con i propri soci in quanto, alcuni di questi sono nel contempo i vigilati. Ve ne è da aggiungere un terzo, intimamente connesso con i primi due. Quello con le proprietà delle banche, finanziarie e assicurazioni vigilate. Vi è una normativa che impone la trasparenza degli assetti societari, che è però stata attuata solo a livello formale, come evidenziato anche nel rapporto. Infatti, troviamo tra i soci delle banche una sufficientemente nutrita schiera di fiduciarie e holding sammarinesi ed estere. Sarebbe sufficiente rendere pubblici i soci effettivi di banche, (come peraltro potrebbe e dovrebbe essere) finanziarie ed assicurazioni per trovarsi delle belle sorprese. Per ultimo se si scorrono i nominativi di coloro che ricoprono cariche di amministratori e di controllori, si può constatare come a volte, le stesse persone amministrino più realtà o ne siano nel contempo i controllori di altre. E’ chiaro come tutto questo lasci aperte zone di opacità in un momento dove, sia internamente che esternamente, abbiamo necessità di acquisire chiarezza e trasparenza per recuperare la credibilità persa negli ultimi tempi.
… affinché il nuovo che sostituisce il vecchio non sia la brutta fotocopia di quello che c’era prima, nel segno della trasparenza nell’operato e negli intenti.
San Marino 1° marzo 1709 d.F.R.
Nel Paese molti cittadini intervengono sui mezzi di informazione locali in merito alle difficoltà che sta incontrando il paese.Giustamente.Tutto questo è un indice di democrazia ma è anche un sintomo di malessere e di perdita di credibilità della nostra classe dirigente.All’interno ed all’esterno del Paese.E’ sicuramente facile attribuire tutte le colpe indistintamente alla classe politica pur non appartenendo al mondo della politica.E’ altrettanto facile presentare ricette di tutti i tipi per la soluzione dei problemi pur non avendo responsabilità di governo.E’ però anche vero che, la politica ha le sue colpe.Non ha saputo rinnovarsi.Negli uomini e nelle idee.Gli attori della vita politica, sociale ed economica sono più o meno gli stessi da oltre venti anni ed assomigliano sempre di più ad un’oligarchia che ha avuto il sopravvento sulla democrazia.Per la gente è incomprensibile l’accanimento e la guerra, anche mediatica che l’Italia oramai quotidianamente fa a San Marino.E’ questa però la conferma della perdita di credibilità come interlocutori, agli occhi dell’Italia, di una classe politica oramai consumata nel perseguire interessi che non sono sempre quelli della collettività.Non si giustifica più il fatto di come, in un momento di grande difficoltà del Paese, non ci si riesca ad accordarsi politicamente sulle scelte di base, per aiutare la Repubblica ad uscire dalle “secche”, pur nel rispetto dei propri ruoli.Rinnovamento soprattutto nelle idee, non solo negli uomini, affinché il nuovo che sostituisce il vecchio non sia la brutta fotocopia di quello che c’era prima, nel segno della trasparenza nell’operato e negli intenti.Vi è nel governo del Paese anche la necessità di aprirsi al contributo della società civile in senso lato.Non necessariamente a tecnici puri.Questo se si vuole che la politica si riavvicini alla gente.
Si è creato un blocco nell’azione politica della nostra antica Repubblica, legato soprattutto ad alcune figure. Blocco che si è tradotto in uno stallo del Paese.
San Marino 22 febbraio 1709 d.F.R.
Siamo un popolo di naufraghi.
Come l’installazione di Palino, al secolo Domenico Casadei, che ci accoglie all’ingresso della sua mostra “Cartoon Paintings”.
Un naufrago sulla zattera che, dopo aver attraversato l’oceano in tempesta, è ancora in alto mare scrutando l’orizzonte per capire dove sta andando.
Domenico è un artista, non gli competono scelte di politica interna od estera, di finanziarie o di giustizia.
Anche noi, normali cittadini, pur non avendo responsabilità di governo, siamo in attesa di capire cosa ne sarà del futuro del Paese.
Più semplicemente siamo in attesa che il Paese oggi di fatto fermo, riparta.
Accordi secretati, messaggi in codice e sedute segrete.
Come rilevato da autorevoli interventi su questo stesso giornale, siamo tenuti all’oscuro delle cose importanti del Paese.
Talvolta lo è anche chi siede in Consiglio Grande e Generale.
Siamo seduti su di un iceberg del quale vediamo la sola punta.
L’opposizione di qualsiasi paese al mondo deve poter esercitare il diritto di controllo sull’operato del rispettivo Governo.
Si è creato un blocco nell’azione politica della nostra antica Repubblica, legato soprattutto ad alcune figure.
Blocco che si è tradotto in uno stallo del Paese.
Sembrerebbe quasi che tra le priorità non vi siano gli interessi generali.
Solo quelli personali o particolari.
Questo non vale per tutti ma nessuno fa però un passo indietro.
Nonostante le critiche incomincino ad arrivare dalla stessa maggioranza.
Si chiede il rinnovamento dei politici quando tutti, salvo poche eccezioni, sono in parlamento da almeno venti anni.
E’ necessario che la politica si apra al contributo diretto della società civile.
Sono anche le idee che dobbiamo rinnovare, e il nostro senso del “comune”, dell’interesse generale.
A questo tutti possiamo contribuire.
Abbiamo bisogno di rialzarci e riprendere a camminare.
Perchè Dazibao? Tale termine significa letteralmente: giornale murale a grandi caratteri, appeso in Cina in speciali bacheche pubbliche per permetterne la lettura a tutti. I dazibao si differenziano dai giornali per il fatto di essere scritti a mano in caratteri grandi, facilmente leggibili. E’ con questo strumento che la costituzione cinese garantiva il diritto di scrivere ed attaccare dazibao personali, considerati un'importante forma di democrazia rivoluzionaria. Non si poteva ricoprire o strappare un dazibao senza il consenso dell’autore. SM Dazibao - SM大字报 - Punti DI Vista dalla Repubblica di San Marino: è con queste poche sillabe, dense però di significato, che comincio, sotto forma di blog, la pubblicazione di questo moderno dazibao virtuale. Sarà una rubrica a cadenza settimanale che pubblicata il lunedì di ogni settimana, darà il proprio Punto DI Vista su un argomento di interesse, non necessariamente politico od economico. Il blog poi è uno strumento che permette di confrontarsi con i lettori e di ricevere contributi dagli stessi.
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