Purtroppo la cura, sta invece rischiando di compromettere la salute del malato. Ridefiniti e normalizzati i rapporti con l’Italia e perciò, volenti o nolenti con l’Europa, ci aspettano sacrifici e prove difficili, alle quali non siamo più abituati.
San Marino 17 maggio 1709 d.F.R.
Sembriamo un malato sul quale i medici si accaniscono con terapie sempre più forti. Il fisico ha però i suoi tempi di reazione. Oramai la lezione dovremmo averla già imparata. Il cammino per diventare un paese più virtuoso, lo abbiamo intrapreso. In sede internazionale sono state date tutte le risposte ai cambiamenti richiesti. Nel nostro Paese è attualmente in vigore una normativa antiriciclaggio, tra le più articolate ed avanzate d’Europa. Il sistema, seppure tra mille difficoltà, vi si è adeguato prontamente. Con la vicina Italia invece, non si riesce a trovare un “modus vivendi”, a ristabilire cioè quei legami di amicizia e rispetto reciproco che, da sempre, hanno caratterizzato i rapporti tra i due Paesi. Evidentemente il nostro medico ritiene sia opportuno insistere nella cura, anche in spregio alle convenzioni esistenti. Eppure si è intrapreso un cammino che ha richiesto un grande sforzo, soprattutto di riassestamento del sistema, adottando tutta una serie di provvedimenti ed iniziative ricomprese nel cosiddetto “pacchetto trasparenza”. Verrà a cadere l’anonimato societario e si darà corso alle rogatorie. Il nostro governo ha dato disponibilità anche sul fronte dello scambio automatico di informazioni modello OCSE. Tutto ciò non sembra però bastare. Di positivo sembra esservi, in questo momento di estrema difficoltà, un ricompattamento delle forze politiche in Consiglio Grande e Generale nel far fronte comune all’emergenza della normalizzazione dei rapporti con l’Italia. Purtroppo la cura, sta invece rischiando di compromettere la salute del malato. Ridefiniti e normalizzati i rapporti con l’Italia e perciò, volenti o nolenti con l’Europa, ci aspettano sacrifici e prove difficili, alle quali non siamo più abituati. Grecia, Spagna e la stessa Italia a breve, ne sono l’esempio avendone già tracciato la strada.
Creare, tramite l’istituzione di più Centri studi, serbatoi di pensiero indipendente, che sappiano indicare direzioni di sviluppo e di crescita a chi governa il Paese.
San Marino 10 maggio 1709 d.F.R.
Ben lungi dall'essere un prodotto della società, l'università, al contrario, ha sempre avuto un ruolo importante nel formarla.
Supportare le menti migliori del Paese ed attrarne di eccellenti, aprendosi verso l’esterno, per il bene ed il progresso della nostra Repubblica.
Dare l’opportunità ai nostri giovani, usufruendo di partnership con altre università, di conoscere ed adattare alla nostra micro realtà quanto di meglio vi è nel mondo.
Creare, tramite l’istituzione di più Centri studi, serbatoi di pensiero indipendente, che sappiano indicare direzioni di sviluppo e di crescita a chi governa il Paese.
Questo è ciò che deve essere perché è nell’università che troviamo il meglio dell’educazione teorica e scientifica.
L’università diventi per San Marino una risorsa primaria, che accompagni e fornisca i supporti necessari nell’affrontare la crisi alle risorse umane del nostro Paese.
Lo ha capito la politica che per il 2010 ne ha mantenuto se non incrementato le risorse. Lo stanno capendo anche le altre istituzioni sammarinesi, quali ad esempio la Fondazione di Banca Centrale che afferma: “il notevole sviluppo normativo richiede un costante approfondimento, anche in collaborazione e collegamento con altre istituzioni operanti nel Paese, come l’Università degli Studi, per offrire servizi di elevato livello.”
Non a caso è stato ritenuto prezioso il contributo della stessa università nella realizzazione del Parco scientifico e tecnologico.
Negli ultimi anni unirsm.sm, si è fatta apprezzare per la qualità dei corsi di laurea e dei master, che richiamano un numero sempre maggiore di studenti e professori.
Da qui l’importanza della nostra piccola grande università, “fulcro di sistema” nei prossimi anni, con il compito di rialzare le coscienze della nostra piccola comunità e dei tanti che comunque le sono vicini.
Trasformare la perdita di un posto di lavoro, da parte di chi ha comunque sviluppato capacità multiformi, da una condanna in un’opportunità imprenditoriale da costruire su una buona idea o sull’offerta di servizi qualificati alla collettività.
San Marino 3 maggio 1709 d.F.R.
E’ un difficile primo maggio quello celebrato sabato a San Marino quest’anno. Centinaia di posti di lavoro persi, un massiccio ricorso alla cassa integrazione ed agli ammortizzatori sociali. Sono emerse le debolezze del nostro sistema che ha dei meccanismi di inserimento ed uscita dal mondo del lavoro molto rigidi senza veri incentivi in entrambi i sensi.
Le organizzazioni sindacali e quelle imprenditoriali sono ancorate a modelli organizzativi e contrattuali vecchi di oltre cinquant’anni che non rispondono più, in termini soprattutto di tempestività di risposte, alle mutate esigenze. Dovrebbero condividere la ricerca di soluzioni invece che produrre rigide contrapposizioni, anche interne, che non portano nulla di positivo.Vanno favorite le uscite dal mondo del lavoro dipendente sia privato che pubblico, favorendo la creazione di piccole realtà di lavoratori autonomi o micro realtà imprenditoriali, alle quali affidare in appalto lavori sia dal pubblico che dal privato. Incentivi anziché sussidi, potrebbero creare posti di lavoro “responsabilizzati” aumentando nel contempo l’efficienza e la qualità dei servizi offerti. Trasformare la perdita di un posto di lavoro, da parte di chi ha comunque sviluppato capacità multiformi, da una condanna in un’opportunità imprenditoriale da costruire su una buona idea o sull’offerta di servizi qualificati alla collettività. Si pensi alle micro realtà, comprese quelle artigianali. Un progetto da finanziare con risorse che dovrebbero affluire dal privato con l’istituzione di appositi fondi d’investimento, come dal pubblico unendo ai contributi per la cassa integrazione o la mobilità, l’accesso al microcredito, alla formazione, a locali idonei per installare la propria sede, a detassazioni. Responsabilizzando tutti e favorendo nel contempo una crescita di democrazia economica nel Paese.
Si è riaffermata in senso positivo la nostra sovranità coinvolgendo oltre 50 paesi da tutto il mondo. Paesi con i quali possiamo ora sottoscrivere accordi privilegiati di cooperazione e di interscambio commerciale.
San Marino 26 aprile 1709 d.F-R.
Alla fine ce l’ha fatta. Terenzi Gian Franco è stato eletto Presidente dell’Associazione Mondiale delle Piccole e Medie Imprese e dell’Artigianato. Non solo. E’ riuscito a rifondarla e a portarne la sede a San Marino sfruttando il binomio piccolo stato - piccole imprese. Gian Franco Terenzi ha messo a frutto decenni di relazioni internazionali politiche ed imprenditoriali. La conferenza di rifondazione dell’Associazione Mondiale delle Piccole e Medie Imprese e dell’Artigianato (WUSME), tenutasi dal 21 al 23 aprile in San Marino, è stato un momento importante per il nostro Paese. Il risultato ottenuto non è stato solo quello di far nascere un’istituzione internazionale a San Marino ma anche quello di offrire un modello diverso di internazionalizzazione al Paese. Un momento, quello della conferenza, dove si è riaffermata in senso positivo la nostra sovranità coinvolgendo oltre 50 paesi da tutto il mondo. Paesi con i quali possiamo ora sottoscrivere accordi privilegiati di cooperazione e di interscambio commerciale. Nel Consiglio Direttivo vi sono personaggi di grande rilievo tra i quali Li Zi Bin, Presidente dell’Associazione delle Piccole e Medie Imprese Cinesi e Soita Shitanda Ministro dei Lavori Pubblici in Kenia. Presenti anche il francese Robert Holtz rappresentante presso l’Unesco e l’ungherese Norbert W.Knoll-Dornhoff professore di politica economica e fiscale che ne è anche il Segretario generale. I rappresentanti di Paraguay, Colombia, India, Malesia, Congo, Gabon e Croazia completano l’organo di governo dell’Associazione. La conferenza ha goduto del pieno supporto delle istituzioni sammarinesi. Sono intervenuti i Segretari di Stato agli Esteri, al Lavoro e all’Industria. I Presidenti della Camera di Commercio e dell’Anis, il Rettore dell’Università nonché, con un contributo altrettanto prezioso, numerosi artigiani di San Marino.
Dovremmo essere stati noi già da tempo ad aver adottato delle misure rivolte a contrastare le frodi IVA, che non portano vantaggio a nessuno se non a coloro che le fanno.
San Marino, 19 aprile 1709 d.F.R.
L’ultimo provvedimento, il cosiddetto decreto “incentivi”, non è un provvedimento contro San Marino. E’ un provvedimento contro le frodi fiscali IVA internazionali e nazionali Italiane. Questo è il titolo del decreto. Non sarà l’ultimo se la vicina Italia vuole recuperare gettito. Black list, white list, task force per scovare evasori all’estero, normativa antiriciclaggio e scambio di informazioni automatico: sono queste alcune delle parole chiave che Tremonti utilizzerà nella prossima riforma fiscale che porterà la sua firma. L’ultimo provvedimento ha portato il nostro Paese nello scompiglio più assoluto. E’ necessario però fare un po’ di chiarezza. Ha ragione il nostro Segretario agli Esteri, Antonella Mularoni, quando evidenzia che le black list alle quali fa riferimento il decreto italiano contro le frodi IVA, sono in vigore dal 1999 e dal 2001, ossia da una decina d’anni. Non sono quindi una novità come non lo è quella di comunicare all’Ufficio IVA competente gli acquisti di merci fatti in San Marino. La sola possibilità che abbiamo di uscirne è perciò un provvedimento che modifichi la black list, od in alternativa una nostra inclusione nella white list di prossima emanazione. La guerra antifrodi deve però essere combattuta maggiormente in Italia, punto terminale dei meccanismi. L’occultamento dell’imposta avviene, infatti, nella società fittizia italiana che incassa l’IVA senza versarla all’erario. Morale della favola: dovremmo essere stati noi già da tempo ad aver adottato delle misure rivolte a contrastare le frodi IVA, che non portano vantaggio a nessuno se non a coloro che le fanno. La parola alla politica affinché ottenga da parte italiana di un riconoscimento a favore degli sforzi sostanziali fatti dal Paese per entrare nella white list, senza dover rinunciare alla nostra sovranità.
La donna racchiude in sé meraviglie e misteri. La donna accusata di stregoneria, è vista come portatrice di una sapienza popolare, radicata e diffusa. Si tratta di donne «di sapere», donne cioè che agiscono fuori dal contesto riconosciuto, all’interno di un sapere tradizionale legato alla natura che si contrappone al sapere ufficiale prerogativa maschile. Sono state bruciate per bruciare in fondo una sapienza popolare che si è avuto intenzione di cancellare dal paradigma dominante. Sgradito era il loro sfuggire ad ogni controllo, in particolare a quello esercitato dagli uomini.
Le streghe contemporanee compiono meraviglie vecchie come la storia dell’uomo, hanno la capacità di creare, posseggono i misteri della ciclicità della natura, e meraviglie attuali quali la conciliazione, l’empatia e la volontà di rivalsa. Lo sviluppo di doti intuitive attraverso l’attitudine all’autoascolto ha dato origine al noto sesto senso che gli uomini hanno imparato a conoscere a proprie spese.
La capacità di sorridere anche nei momenti più difficili ha assegnato loro il ruolo di rasserenatrici, le doti di mitezza hanno creato l’ideale di fratellanza degli esseri viventi in riferimento ad una madre-terra che è creatrice, contrapposto all’ideale di prevaricazione prettamente maschile.
Parliamo di meraviglie di donne, magie quotidiane e vittorie straordinarie. Disegniamo donne che, grazie alla propria peculiarità, hanno saputo creare qualcosa eccezionale.
Raccontiamo di grandi e piccole “meraviglie di strega”!
Un futuro che va immaginato e pensato in un’unità di intenti da parte di tutte le componenti della nostra comunità.
San Marino, 12 aprile 1709 d.F.R.
L’incontro tecnico tenutosi a Roma venerdì, è stato la resa di un Paese, con la richiesta di una pace onorevole ed equa.
Forse non è bastato.
Avremo in ogni caso le nostre forche caudine da attraversare, con le condizioni che ci saranno dettate da Roma.
San Marino è oramai, volente o nolente, una società cambiata nel profondo, velocemente, ma non abbastanza per i nostri interlocutori.
C’è un nuovo futuro da costruire.
Un futuro che va immaginato e pensato in un’unità di intenti da parte di tutte le componenti della nostra comunità.
Non si può pensare in un momento così determinante che qualcuno faccia da solo.
Abbiamo dovuto azzerare tante situazioni per avere oggi l’opportunità di ricostruire in maniera migliore.
La responsabilità della situazione in cui ci troviamo è da ritenersi collettiva così come lo è la responsabilità di dover trovare un cammino di sviluppo alternativo e innovativo.
Urge individuare nuovi modelli di sviluppo, non solo economici ma anche sociali e culturali.
Un’economia che veda i sammarinesi tornare protagonisti, tutti e non solo alcuni, anche in partnership con imprenditori forensi, ma sempre e comunque coinvolti e presenti.
Necessita lo sviluppo di una rete di solidarietà interna al Paese che unisca e non divida i suoi cittadini, che riparta dall’uomo per dare risposte all’uomo.
Occorre uno sforzo di tutti per cambiare la cultura del Paese.
La politica torni a fare politica per il gusto di trovare soluzioni ed inventare nuovi modelli di convivenza finalizzati asuperare le difficoltà: non solo quindi per logiche di potere!
Vi è quindi l’esigenza di guardare oltre, di elevare il nostro spirito ricordandoci che siamo la più antica Repubblica del mondo, rappresentante comunque i valori di uguaglianza, fraternità e libertà. Valori alla base del vivere sociale.
Perchè Dazibao? Tale termine significa letteralmente: giornale murale a grandi caratteri, appeso in Cina in speciali bacheche pubbliche per permetterne la lettura a tutti. I dazibao si differenziano dai giornali per il fatto di essere scritti a mano in caratteri grandi, facilmente leggibili. E’ con questo strumento che la costituzione cinese garantiva il diritto di scrivere ed attaccare dazibao personali, considerati un'importante forma di democrazia rivoluzionaria. Non si poteva ricoprire o strappare un dazibao senza il consenso dell’autore. SM Dazibao - SM大字报 - Punti DI Vista dalla Repubblica di San Marino: è con queste poche sillabe, dense però di significato, che comincio, sotto forma di blog, la pubblicazione di questo moderno dazibao virtuale. Sarà una rubrica a cadenza settimanale che pubblicata il lunedì di ogni settimana, darà il proprio Punto DI Vista su un argomento di interesse, non necessariamente politico od economico. Il blog poi è uno strumento che permette di confrontarsi con i lettori e di ricevere contributi dagli stessi.
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