domenica 14 febbraio 2010

AAA... Banchiere centrale cercasi



Questa volta però, è l’occasione per individuare una figura di livello internazionale, con forti competenze e relazioni importanti.





San Marino 15 febbraio 1709 d.F.R.


Con le dimissioni di Biagio Bossone e di Luca Papi si apre la fase della ricerca dei nuovi vertici di Banca Centrale. I tempi necessariamente non potranno essere che brevi viste le problematiche e le criticità che il sistema bancario e finanziario sammarinese sta in questo momento soffrendo.

Questa volta però, è l’occasione per individuare una figura di livello internazionale, con forti competenze e relazioni importanti.

Magari cercato e trovato fuori dai confini dell’Unione Europea e proveniente da realtà finanziarie con grande liquidità e con le quali abbiamo ottime relazioni bilaterali. Oggi nel panorama internazionale, la liquidità sono in pochi Paesi ad averla e normalmente è concentrata nei fondi sovrani.

La Cina potrebbe essere uno di questi con il suo fondo sovrano CIC (China International Corporation), ma c’e anche quello Norvegese (il più etico), ci sono quelli Arabi e quello di Singapore.

Un Presidente che promuova, migliori ed accresca le risorse umane interne alla Bcsm provenienti dal nostro Paese, che aggiorni ed internazionalizzi il nostro sistema bancario e finanziario.

Un Presidente che trasformi il sistema, fornendo nel contempo tutte le garanzie ed il supporto necessario agli investimenti esteri.

Vi sono tanti ex Governatori di Banche Centrali estere che potrebbero fare al caso nostro e che potrebbero essere affiancati e coadiuvati da nostri responsabili e funzionari. E’ una grande sfida da raccogliere che può essere fatta solo da persone di grande esperienza e di relazioni importanti. Persone che si vogliano mettere in gioco.Solo per provocazione una serie di nomi di ex governatori: Dai Xianglong (Cina), Sir Edward George (Inghilterra), David Klein (Israele) e Sirkka Hämäläinen (Finlandia e Comitato Esecutivo BCE).C’è solo l’imbarazzo della scelta.


Alberto Chezzi

www.sanmarinodazibao.com


Pubblicato su l’Informazione del 15 febbraio 2010


Nel riquadro: “THE SOLITUDE” – 1999 – Ciaccaezetazetai – olio su tela – cm 150 x 100 – courtesy EC Foundation



domenica 7 febbraio 2010

A ognuno le sue

Banca Centrale dovrebbe essere il fiore all’occhiello del Paese. Un centro studi strategico d’eccellenza che sappia anche individuare nuove vie di sviluppo per San Marino e fare da incubatrice alla nostra intellighenzia.



San Marino 8 febbraio 1709 d.F.R.

Quando le cose non funzionano come dovrebbero, si tende sempre a ricercarne le cause all’esterno della propria sfera. Così è successo anche per il caso di Banca Centrale. La politica non può esimersi dall’assumersi le proprie responsabilità nell’accumulo di ritardi in ambito normativo, nelle scelte di indirizzo politico e nell’attivazione di canali preferenziali nelle relazioni bilaterali, sia con l’Italia che con l’Europa. Non è possibile lasciare senza guida per oltre un anno Banca Centrale, non adeguarsi prontamente alle indicazioni degli organismi internazionali. Non è corretto sminuire l’autonomia di un istituto come Banca Centrale, per riportarla sotto il controllo politico. Non si può continuare con il teatrino della politica, addossando colpe alle precedenti gestioni quando i suoi protagonisti ed attori sono gli stessi da oltre dieci anni. Il Presidente Bossone farebbe bene a ponderare bene qualsiasi decisione tenendo conto che il mandato avuto dal Consiglio Grande e Generale gli è stato dato, di fatto, all’unanimità. Un atto di grande fiducia nella sua persona fino ad oggi ben risposto. D'altronde anche Banca Centrale ha di che farsi un bell’esame di coscienza. In particolar modo per le relazioni poco efficienti con Banca d’Italia, nonostante la presenza di suoi ex funzionari in ruoli chiave Bcsm. Un continuo rincorrere le prese di posizione di Banca d’Italia, ultimamente in palese conflitto con il Ministero dell’Economia. L’insufficiente difesa della Cassa di Risparmio nell’affaire Delta, ha pesato sicuramente a sfavore dell’immagine all’interno di San marino della Bcsm. Banca Centrale dovrebbe essere il fiore all’occhiello del Paese. Un centro studi strategico d’eccellenza che sappia anche individuare nuove vie di sviluppo per San Marino e fare da incubatrice alla nostra intellighenzia. A ognuno le sue.

Alberto Chezzi

www.sanmarinodazibao.com


Pubblicato su l’Informazione dell’8 febbraio 2010


Nel riquadro: “DRAGONFLY” – 2009 – Ciaccaezetazetai – olio su denim – cm 100 x 100 – courtesy EC Foundation

lunedì 1 febbraio 2010

Per un nuovo Stato dell’arte (due)

La Fondazione dovrebbe occuparsi soprattutto di supportare anche gli artisti sammarinesi sia dal punto di vista della logistica e delle infrastrutture che di quello commerciale.





San Marino 1 febbraio 1709 d.F.R.

Tutto ciò che è inerente la promozione dell’arte in San Marino và comunque sostenuto ed incentivato. Non solo per i risvolti culturali ma anche per quelli economici che ne potrebbe ricavare il Paese. Ben venga quindi la proposta avanzata dal Segretario al Turismo Fabio Berardi sulla creazione di una “Fondazione per l’arte”, un istituto autonomo che “superi il carattere sporadico di molti progetti e che consenta di capitalizzare i risultati raggiunti.” Senza andare lontano nel tempo e nello spazio un po’ di “economia artistica”. Rimini: a metà gennaio 2010 i capolavori provenienti dal Museum of Fine Arts di Boston hanno richiamato a Castel Sismondo 100 mila visitatori (1.000 al giorno circa di media). Per la fine della mostra prevista il 14 marzo 2010 vi sono già oltre 80.000 prenotazioni. Costo medio dell’ingresso alla mostra 8 euro circa che moltiplicato per 100.000 ingressi dovrebbe aver già assicurato introiti per circa 800.000 euro. Senza contare il merchandising, cataloghi e book shop. Venezia invece ha registrato nel periodo giugno – novembre 2009, in occasione della 53^ Biennale di Arte, 375.000 visitatori, con una media giornaliera di 2.200 visitatori. Record di pubblico, con un incremento di visitatori rispetto alla precedente edizione del 18 %, giovani e studenti sono accorsi in 132.185. Eccezionale l’attenzione dei media, con 5.868 giornalisti accreditati e 104 televisioni da tutto il mondo. Costo medio dell’ingresso 10 euro che moltiplicato per le presenze dovrebbe aver assicurato introiti per almeno 3.750.000 euro. Queste iniziative assicurano lavoro a parecchie decine di operatori. La Fondazione dovrebbe occuparsi soprattutto di supportare anche gli artisti sammarinesi sia dal punto di vista della logistica e delle infrastrutture che di quello commerciale. In ogni caso le aspettative del mondo dell’arte sammarinese sono notevoli.


Alberto Chezzi

www.dazibao.blogspot.com


Pubblicato su l’Informazione del 1 febbraio 2010


Nel riquadro: “LE ASTE” – 2002 – Ciaccaezetazetai – olio su denim – cm 100 x 150 – courtesy EC Foundation



domenica 24 gennaio 2010

La Cassa di Risparmio bene comune

L’ordine del giorno, promosso dall’opposizione ma approvato all’unanimità, è una chiara e precisa difesa della banca da parte del parlamento sammarinese.




San Marino 25 gennaio 1709 d.F.R.


Per la Cassa di Risparmio, quello approvato dal Consiglio Grande e Generale giovedì scorso, è stato un ordine del giorno importante.

Si riconosce esplicitamente l’istituto di credito come patrimonio della comunità sammarinese.

Questo avviene in un momento particolarmente delicato per la banca, legato soprattutto alla cessione della partecipazione nel Gruppo Delta.

La Cassa è, di fatto, un bene comune, un pezzo importante del Paese.

Come tale deve rimanere interamente in mano sammarinese.

Talmente importante che il Consiglio Grande e Generale, ha vincolato il Governo “ad adoperarsi in tal senso mettendo in atto tutte le iniziative possibile ed opportune affinché questa volontà del Consiglio Grande e Generale trovi pieno soddisfacimento”.

E’ stata la prima difesa unanime e pubblica della banca da parte del sistema politico in quella che è una delle vicende cardine nei rapporti con l’Italia.

Questo dopo oltre un anno di rapporti a dir poco tesi con il nostro importante vicino.

Nell’affaire Delta, la Cassa di Risparmio è stata di fatto espropriata di questa realtà importante, ha assistito all’arresto dei suoi vertici ed infine gli è stata vincolata la vendita ad un gruppo bancario italiano.

L’ordine del giorno, promosso dall’opposizione ma approvato all’unanimità, è una chiara e precisa difesa della banca da parte del parlamento sammarinese.

Un atto politico carico di significato, che arriva dopo una settimana fitta di incontri da parte del Presidente della Fondazione, Tito Masi.

Nei progetti a breve della Cassa vi è quello di un importante aumento di capitale sociale con la contestuale emissione di un prestito obbligazionario riservato ai soli soggetti sammarinesi.

Il tutto per rafforzare patrimonialmente la banca, per meglio fronteggiare la cessione Delta, lo scudo fiscale e rimanere comunque protagonista dello sviluppo economico del Paese.


Alberto Chezzi

www.sanmarinodazibao.com


Pubblicato su l’Informazione del 25 gennaio 2010


Nel riquadro: “TEOREMA S.C.P.” – 2008 – Ciaccaezetazetai – olio su denim – cm 100 x 100 – courtesy EC Foundation



domenica 17 gennaio 2010

A proposito di Unione Europea

….. loro non hanno esitato a indire un referendum per decidere di uscire dall’Unione Europea pur di riacquisire la loro sovranità, mentre noi, che l’abbiamo sempre avuta, siamo qui a far di tutto pur di perderla




San Marino 18 gennaio 1709 d.F.R.


Non è da ieri che si parla di adesione all’Europa come panacea e rimedio ai mali della Repubblica. Quando si discute di Unione Europea, non si tiene però conto del fatto che questa non è stata pensata per i microstati: i costi d’adesione sono, infatti, troppo alti per le piccole realtà. Relativamente a queste, sono in vigore normalmente accordi economici relativi più ad unioni doganali od alla possibilità di utilizzare l’euro. Le eccezioni sono Malta ed il Lussemburgo. La regola siamo noi Repubblica di San Marino, Andorra, Liechtenstein e Città del Vaticano. In questa analisi dei microstati, e degli accordi sullo scambio di informazioni recentemente sottoscritti da San Marino per rientrate nei parametri Moneyval, mi è saltata all’occhio la Groenlandia. “Ma non era Danimarca?” ho subito pensato. La Groenlandia è un membro del Regno Unito di Danimarca che comprende anche Danimarca e Isole anche Danimarca e Isole Fær ØerDal. A seguito di referendum tenutosi nel 2008, di fatto dal 21 giugno 2009, la Groenlandia è uno Stato indipendente, fatta eccezione per la politica estera, la politica della sicurezza e quella monetaria. Nel 1985 l'isola diventò l'unico territorio ad abbandonare l’Unione Europea, a cui si era unita nel 1973 in quanto parte della Danimarca. Sono inoltre già iniziate le trattative per ottenere la completa indipendenza dell'isola. “Ma come – ho continuato a pensare – loro non hanno esitato a indire un referendum per decidere di uscire dall’Unione Europea pur di riacquisire la loro sovranità, mentre noi, che l’abbiamo sempre avuta, siamo qui a far di tutto pur di perderla.” Con 57.000 abitanti, poco più dei sammarinesi, in questo lontano Paese stanno dimostrando che la sovranità è uno dei beni più preziosi, sicuramente da preservare. Un esempio su cui riflettere.

Alberto Chezzi

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Pubblicato su l’Informazione del 18 gennaio 2010


Nel riquadro: “ZIP” – 2003 – Ciaccaezetazetai – olio su denim – cm 100 x 150 – courtesy EC Foundation

domenica 10 gennaio 2010

Il diritto di accesso nei pubblici uffici


…..pur non avendo sempre le risorse umane interne per ricoprire posizioni anche delicate, si sfruttino al minimo le opportunità formative, date sia dal Centro di Formazione Professionale che dalla nostra Università.




San Marino 11 gennaio 1709 d.F.R.


All’art. 4 della Dichiarazione dei diritti dei cittadini è testualmente previsto che:

“Tutti i cittadini hanno diritto di accesso ai pubblici uffici ed alle cariche elettive, secondo le modalità stabilite dalla legge”.

L’intento fu di garantire che i fini pubblici fossero perseguiti e tutelati nel migliore dei modi, e per questo si puntò sui cittadini.

Tale norma è identica all’art. 51 della costituzione italiana. In Italia, come eccezione, è ammesso che cittadini extracomunitari (tra cui i sammarinesi) accedano a pubblici servizi solo in casi particolari - ad esempio gli infermieri negli ospedali - ed in ogni caso a tempo determinato.

Mi sono perciò sorte spontanee le seguenti riflessioni.

La prima è su quanto poco conosciamo la nostra “costituzione”, a discapito del nostro senso civico.

La seconda sulla problematica dei contratti e delle convenzioni con funzionari forensi, il più delle volte “trombati” nel loro paese o prossimi alla pensione, non ricorrendo invece alle eccellenze che vi sono a livello internazionale.

Questo a danno della qualità del nostro sistema e in particolar modo dei giovani sammarinesi, che vedono così precludersi la possibilità di un percorso professionale nella PA.

L’ultima considerazione è di come, pur non avendo sempre le risorse umane interne per ricoprire posizioni anche delicate, si sfruttino al minimo le opportunità formative, date sia dal Centro di Formazione Professionale che dalla nostra Università.

Il ridimensionamento e la maggiore efficienza della PA sarà uno dei nodi importanti da sciogliere in questa legislatura.

A tal proposito mi sembra interessante la proposta recentemente apparsa sulla stampa di regolamentare il rapporto di lavoro nella PA con un contratto e non farlo disciplinare invece dalla legge, parificando così il trattamento tra i lavoratori pubblici e privati.

Solo allora forse potremo parlare di meritocrazia, efficienza e produttività anche nel pubblico.


Alberto Chezzi


www.sanmarinodazibao.com


Pubblicato su l’Informazione dell’11 gennaio 2010


Nel riquadro: “TA-JIKA” – 2002 – Ciaccaezetazetai – olio su denim – cm 100 x 150 – courtesy EC Foundation

domenica 3 gennaio 2010

La fierezza e l'impegno

... che con forza introduca un criterio di sviluppo del sistema anziché privilegiare una logica di gestione dello stesso.” E’ questa la via del cambiamento individuata..



San Marino, 4 gennaio 1709 d.F.R.

“Proseguiamo, insieme, sulla strada tracciata dai nostri Padri: la fierezza di rappresentare la Repubblica e l’impegno sorretto da solidi valori morali siano la premessa per costruire con fiducia il nostro futuro.”

Con queste parole si è chiuso il discorso di fine anno della Reggenza ai propri concittadini.
Vorrei perciò riproporre alcuni passi e aspetti di quello che, dal punto di vista istituzionale, rappresenta il più importante momento di sintesi e di bilancio dell’anno appena trascorso.
Quello usato dalle LL.EE. Francesco Mussoni e Stefano Palmieri è stato il “linguaggio della verità, che non induce al pessimismo ma sollecita a reagire con coraggio e lungimiranza”.
Un messaggio importante, che arriva dalla massima istituzione della Repubblica, dopo oltre due anni di grande sofferenza, soprattutto nei rapporti con l’Italia.
Nuovo Regolamento Consiliare, riforma dell’Ordinamento Giudiziario, regolamentazione permessi di soggiorno e residenze anagrafiche, valorizzazione della Pubblica Amministrazione sono le priorità individuate dai Capitani Reggenti.
Un riconoscimento del valore e dell’importanza che rivestono nella nostra piccola realtà è andato al mondo del volontariato, alla scuola con la sua missione educatrice ed infine in particolar modo alla famiglia intesa come nucleo fondamentale del vivere associato.
La necessita di progettare un nuovo sviluppo che “consideri con la stessa unità di misura il settore pubblico e quello privato, che con decisione affermi una cultura del lavoro e dell’efficienza; che attui una rigorosa gestione delle risorse pubbliche ed un loro razionale impiego, che con forza introduca un criterio di sviluppo del sistema anziché privilegiare una logica di gestione dello stesso.” E’ questa la via del cambiamento individuata affinché ogni sammarinese possa sentirsi attivamente protagonista.

A Alberto Chezzi

w www.smdazibao.blogspot.com

Pubblicato su l'Informazione del 4 gennaio 2010

Nel riquadro: "L'albero di Ale" - 1998 - Ciaccaezetazetai - olio tela - cm 70 x 50 - courtesy Alessandro Chezzi